Nadia Scappini: Le ciliegie sotto il tavolo

Le ciliegie sotto il tavolo (Marietti, 2012) di Nadia Scappini, è un esempio letterario in cui possano convergere insieme stili e generi letterari diversi senza che questi inficino o deteriorino la narrazione, ma rendendola, anzi, più completa e precisa. Infatti, poesia, storia, narrativa, topografia, tradizioni e cultura, si uniscono per offrire una narrazione unica ma multi sfaccettata entro cui il lettore, di là dal perdersi, ha gli strumenti per ricomporre in un tutto unico emozioni, eventi, immaginazione e speranze.
La storia, che si svolge tra il Polesine e l’Istria è la storia di un viaggio non solo fisico ma interiore alla ricerca della propria heimat che è casa, dimora, rifugio, ricostruzione del passato e del presente, è luogo in cui rivivere e costruire il nuovo, è casa in cui ritrovare la propria storia e offrirle una possibilità non solo di emersione dal nascosto e mai narrato a se stessi, ma anche dal silenzio e dal vuoto che spesso circondano le storie di dolore.
Così, Livio, decide di comprare casa a Giacciano, nel Polesine, e da lì aprire il suo sguardo dentro se stesso affinché vi sia spazio per uno sguardo oltre se stesso. Lo sguardo di Livio incontrerà, attraverserà e si fermerà nello sguardo di Cosetta che, nonostante l’apparente coraggio e l’intraprendenza delicata del suo vivere, ha una storia altrettanto dolorosa da narrare e un analogo bisogno di trovare la propria heimat, la casa. Solo guardando dentro se stessi è possibile “sentirsi casa”, i luoghi amati, allora, diventato esplicitazione del bisogno interiore e nesso con la realtà che non può più essere allontanata. Insieme, Livio e Cosetta, cercheranno la strada mite di un percorso che possa restituire serenità oltre il dolore.
La natura, le tradizioni anche culinarie, restituiscono un senso di normalità alla vita, ma non una normalità piatta, quanto una normalità che dà valore alle cose semplici e spesso dimenticate, ai dialoghi con la bellezza o la durezza dell’impeto della natura che sembra mettere alla prova la stabilità interiore delle persone.
Le ciliegie sotto il tavolo di Nadia Scappini è un libro “saporito e dolce”, come quelle ciliegie che, sebbene “nascoste” sotto un tavolo, possono offrire aromi e speranza di dolcezza infinita, come una carezza che asciughi le lacrime e dia significato al pianto. Un aroma che restituisce forza alle radici perdute e promessa di nuove fioriture perché, come scrive l’autrice, “Non si colmano i vuoti del tempo. Illuminarli, però, fa bene”.

Le ciliegie sotto il tavolo (Marietti, 2012) di Nadia Scappini, is a literary example in which different literary styles and genres can converge together without affecting or deteriorating the narrative, but making it more complete and precise. In fact, poetry, history, fiction, topography, traditions and culture, come together to offer a unique but multi-faceted narrative in which the reader, beyond getting lost, has the tools to recompose emotions, events, imagination and hopes into a single whole.
The story, which takes place between the Polesine and Istria is the story of a journey not only physical but interior in search of one’s heimat which is home, residence, refuge, reconstruction of the past and present, it is a place in which to relive and building the new is a home in which to rediscover one’s own story and offer it a chance not only to emerge from the hidden and never told to oneself, but also from the silence and emptiness that often surround stories of pain.
Thus, Livio decides to buy a house in Giacciano, in the Polesine, and from there open his gaze inside himself so that there is room for a look beyond himself. Livio’s gaze will meet, cross and stop in Cosetta’s gaze who, despite the apparent courage and delicate resourcefulness of her life, has an equally painful story to tell and a similar need to find her own heimat, home. Only by looking inside oneself is it possible to “feel home”, the beloved places, then, which becomes an explanation of the inner need and connection with reality that can no longer be removed. Together, Livio and Cosetta, will seek the mild path of a path that can restore serenity beyond pain.
Nature, even culinary traditions, restore a sense of normality to life, but not a flat normality, but rather a normality that gives value to simple and often forgotten things, to dialogues with the beauty or the harshness of the impetus of nature that seems to test people’s inner stability.
Le ciliegie sotto il tavolo (Marietti, 2012) di Nadia Scappini, is a “tasty and sweet” book, like those cherries which, although “hidden” under a table, can offer aromas and the hope of infinite sweetness, like a caress that dries tears and gives meaning to cry. An aroma that restores strength to lost roots and the promise of new blooms because, as the author writes, “The gaps of time are not filled. Illuminating them, however, is good“.

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