Ta-Nehisi Coates: Between the World and Me

Between the world and me (The Text publishing, 2015) written by Ta-Nehisi Coates, is a letter to his son, but also to all children, whatever the color of their body. A difficult letter to write, one that no one should ever write or think about, but necessary, absolutely necessary to understand and not surrender.
The author, through the narration of many episodes that have seen African-American victims as “black bodies”, also works a reconstruction of American history from the arrival of the colonists, through slavery, through independence, up to our days where democracy does not appear to have defeated the difference between bodies.
There is, therefore, a distance between the black body and the rest of the world that democracy is not capable of extinguishing since it depends on the will and not on the nature of the people and giving an identity to people is not a problem of genealogy but of hierarchy .
For this reason the author questions himself and questions us about what it means to live in a black body and, above all, how to freely live one’s body, how not to live in fear of one’s body and in the constant sign of the hierarchical difference that imposes distance, submission and isolation. There are no answers to these questions, yet, continuing to look for them serves to be able to free oneself from ghosts and protect oneself from the fear of losing one’s corporeality.
Ta-Nehisi Coates retraces in this letter to his son Samori, the stages of his growth, his way of meeting and knowing the fear of the white body which makes one’s body more fragile and submissive. He talks about how he learned to live with the feeling that his body was always in danger and that what was normal for white children was putting himself at risk. He explains what it means to have to live your life always with the feeling of having to protect yourself, of having to be careful. A feeling that even attending schools could not cancel, because indeed the skills learned at school still showed him a world in which his history did not seem to be part of it.
The story told by America is that of an American dream of serenity and well-being, but while sharing the same dream, the black body is excluded because that dream is built on its shoulders. The author, then, suggests to the son to study not to get answers, but to develop the ability to go back to the origins, the ability to search for a meaning to his own existence without fear or shame of his own black body.
He tells his son how much his perception of the world has changed since his birth, how the fight has taken on a stronger value than fear and defense, precisely in order to protect the child and support him in the search for a shared space of life with the rest of the world or with that other world whose corporeality is guaranteed by power.
The author invites Samori, but I believe that the invitation is valid for all those who have the courage to get naked in front of this text, not to believe that the black body can modify the thought of the white body. This is a thought and a maturation that white people have to modify for themselves, they have to do it alone, that’s why the struggle is important: to highlight the awareness of fighting for memory and wisdom, to fight for one’s first name.
Between the world and me (The Text publishing, 2015) by Ta-Nehisi Coates is a book of great depth and human depth, a book of liberation from stereotypes, a book of self-awareness that invites the understanding that no dream can be realized about destruction of the other, but that every dream is a common struggle for hope.

Tra Me e il Mondo (Codice Edizioni, 2015) scritto da Ta-Nehisi Coates, è una lettera a suo figlio, ma a tutti i figli, qualsiasi il colore del loro corpo. Una lettera difficile da scrivere, una di quelle che nessuno dovrebbe mai scrivere né pensare, ma necessaria, assolutamente necessaria per comprendere e non arrendersi.
L’autore, attraverso la narrazione di molti episodi che hanno visto vittime Afro-Americani in quanto “corpi neri”, opera anche una ricostruzione della storia americana dall’arrivo dei coloni, attraversando la schiavitù, passando per l’indipendenza, fino ad arrivare ai nostri giorni dove non appare che la democrazia abbia sconfitto la differenza tra i corpi.
Esiste, quindi, una distanza tra il corpo nero e il resto del mondo che la democrazia non è capace di estinguere poiché essa dipende dalla volontà e non dalla natura delle persone e dare un’identità alle persone non è un problema di genealogia ma di gerarchia.
Per questa ragione l’autore si interroga e interroga su che cosa significhi vivere in un corpo nero e, soprattutto, come vivere liberamente il proprio corpo, come non vivere nella paura del proprio corpo e nel costante segno della differenza gerarchica che impone distanza sottomissione e isolamento. Non ci sono risposte a queste domande, eppure, il continaure a cercarle serve a riuscire a liberarsi dai fantasmi e proteggersi dal timore di perdere la propria corporeità.
Ta-Nehisi Coates ripercorre in questa sua lettera al figlio Samori, le tappe della sua crescita, il suo modo di incontrare e conoscere la paura del corpo bianco che rende il proprio corpo più fragile e sottomesso. Racconta di come abbia imparato a vivere con la sensazione che il proprio corpo fosse sempre in pericolo e che ciò che per i bambini bianchi era normale, per lui era porsi a rischio. Spiega che cosa significhi dover vivere la propria vita sempre con la sensazione di doversi proteggere, di dover stare attenti. Una sensazione che neanche frequentare la scuola riusciva ad annullare, poiché anzi le competenze apprese a scuola gli mostravano ancora un mondo in cui la sua storia non sembrava esserne parte.
La storia narrata dall’America è quella di un sogno americano di serenità e benessere, ma pur condividendo lo stesso sogno, il corpo nero ne resta escluso perché quel sogno si costruisce sulle sue spalle. L’autore, allora, suggerisce al figlio di studiare non per avere delle risposte, ma per sviluppare la capacità di risalire alle origini, la capacità di cercare un senso alla propria esistenza senza temere o vergognarsi del proprio corpo nero.
Racconta al figlio di quanto la sua percezione del mondo sia cambiata in seguito alla sua nascita, di quanto la lotta abbia assunto un valore più forte della paura e della difesa, proprio allo scopo di proteggere il figlio e sostenerlo nella ricerca di uno spazio di vita condivisibile con il resto del mondo o con quell’altro mondo la cui corporeità è garantita dal potere.
L’autore invita Samori, ma credo che l’invito valga per tutti coloro che abbiano il coraggio di mettersi a nudo dinanzi a questo testo, a non credere che il corpo nero possa modificare il pensiero del corpo bianco. Questo è un pensiero e una maturazione che sono i bianchi a dover modificare per se stessi, devono farlo da soli, per questo è importante la lotta: per mettere in luce la consapevolezza di lottare per la memoria e la saggezza, di lottare per il proprio nome.
Tra Me e il Mondo (Codice Edizioni, 2015) di Ta-Nehisi Coates è un libro di grande spessore e profondità umana, un libro di liberazione dagli stereotipi, un libro di auto consapevolezza che invita alla comprensione che nessun sogno può essere realizzato sulla distruzione dell’altro, ma che ogni sogno è una comune lotta per la speranza.

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