The Ethics of Truth

Truth is not an absolute. There are as many truths as there are ways of observation and the visions that are used to interpret and translate each truth. Still, there are aspects of the truth that cannot be betrayed from the point of view or observation. I know deals with the truth made explicit by incontrovertible facts and, I would say, that there is an ethics of truth thanks to whose ethical principle such facts must be understood. It is an ethic of truth that should never be overlooked.
Now, we can try to make others believe what we want, but, while trying to deny the facts visible to all, we cannot pretend their non-existence or inconsistency.
The discourse on the ethical principle of point of view and truth is built on small facts as well as big ones. It cannot be denied, for example, the discomfort of parents who have young children in the case of DaD (distance learning), but it cannot be denied that using this reason as a reason for keeping schools open is somewhat belittling for those at school he dedicates himself and lives on the school. A school must be open to the principle of community socialization, to that of culture and discernment, to develop the capacity for thought, dialogue and comparison. A school must not be open to make someone comfortable, but because the real need is what marks the life of the children.
They are, in reality, needs that are met, crossed, but it is necessary to be clear that this need of the school must not be dictated by the emergency and then be forgotten. The guiding principle of an institution such as that of the school is a training and freedom principle that is valid always and in any case.
In an emergency, however, we must also consider the fragile, those internal and external to the school itself and we must have a lot of prudence and respect for needs that may not correspond with individual ones. For example, although there are those who want to deny it, the problem of transport exists and it is a serious fact to pretend not to be aware of it and deny that, today, even middle school children use these means and not only those of high school. Likewise, many teachers and other school staff travel by means of transport and are often completely forgotten or omitted from the school’s “family”. I see many young people and not only that crowd buses and trains in conditions of insecurity regardless of Covid19. It saddens me to remember that many years ago I myself was traveling in those conditions and this does not leave me well spoken of in a change. As always, problems emerge more strongly in times of emergency, but it is not that they did not already exist before. Whose fault is it? Are you sure this is the question? Is it really important to blame someone for something that is like a mark on the living skin of citizens who suffer from a system that doesn’t work?
Here, this is where the ethical principle of truth must intervene. Facts must be read for what they are and they must be answered, found a solution, not argued about faults and responsibilities. Do we know how different we are? Well, let’s prove it, but with possible real actions that take into account local truths as the foundation of an ethical principle that can have value for everyone and does not frustrate anyone’s hopes, expectations, needs.
The proposal is the staggering of the entrances, the marriage of classes in the afternoon … but is it really feasible? There are still no teachers to cover the normal hours, how will it be possible to cover everything else? How is it possible to imagine, in these conditions, Superman and Superwoman teachers who can cover a time frame that goes beyond any possible concrete reality? I wonder what the school is for these wandering and distracting thinkers.
In reality, the problem is not the school nor the families or the teachers, but that the school has never really been considered and observed in the evolutionary process of a society within which its dream has been increasingly emptied. It is easy to proclaim the social essentiality of school, but doing it after years of absence and disinterest appears to me at least ridiculous. The school emergency does not arise with Covid19, it is an emergency that already existed, but which was not fully resolved, but only by putting color patches when essential. There are solutions that increase the distance between those who can and those who cannot, thus reducing the school to a minefield, bombed from above and below without its voice being heard and heard and understood … until the next unquestionable emergency. , thus decreeing the fall of every ethical principle of truth.

La verità non è un assoluto. Esistono tante verità quante le modalità di osservazione e le visioni che si impiegano per interpretare e tradurre ciascuna verità. Eppure, ci sono aspetti della verità che non possono essere traditi dal punto di vista o di osservazione. So tratta della verità esplicitatat da fatti incontrovertibili e, direi, che esiste un’etica della verità grazie al cui principio etico tali fatti devono essere compresi. Si tratta di un’etica della verità che non si dovrebbe trscurare mai.
Ora, possiamo tentare di far credere agli altri quello che vogliamo, ma, pur provando a negare i fatti visibili a tutti, non possiamo fingere la loro inesistenza o inconsistenza.
Il discorso sul principio etico del punto di vista e della verità si costruisce sui fatti picoli come su quelli grandi. Non si può negare, per esempio, il disagio dei genitori che hanno figli piccoli in caso di DaD (didattica a distanza), ma non si può neanche negare che usare tale motivo come ragione per tenere aperte le scuole è alquanto sminuente per chi alla scuola si dedica e della scuola vive. Una scuola deve essere aperta per il principio di socializzazione comunitaria, per quello della cultura e del discernimento, per sviluppare la capacità di pensiero, dialogo e confronto. Una scuola non deve essere aperta per far comodo a qualcuno, ma perché il biosgno reale è quello che scandisce la vita dei ragazzi.
Sono, in realtà, bisogni che si incontrano, si attraversano, ma è necessario aver chiaro che tale bisogno della scuola non deve essere dettato dall’emergenza e poi essere dimenticato. Il principio guida di un’istituzione come quello della scuola è un principio formativo e di libertò che vale sempre e comunque.
Nell’emergenza, invece, bisogna considerare anche i fragili, quelli interni e quelli esterni alla scuola stessa e bisogna avere molta prudenza e rispetto di esigenze che possono non corrispondere con quelle individuali. Per esempio, sebbene ci sia chi volgia negarlo, il problerma dei trasporti esiste ed è un fatto grave fingere di non esserne a conoscenza e negare che, oggi, anche ragazzi di scuola media si servono di tali mezzi e non solo quelli delle superiori. Come anche viaggiano con mezzi di trasporto molti docenti e altro personale della scuola che, spesso, viene completamente dimenticato o omesso da quella che è la “famiglia” della scuola. Vedo tantissimi ragazzi e non solo che affollano autobus e treni in condizioni di insicurezza a prescindere da Covid19. Mi fa tristezza ricordare che tanti anni fa io stessa viaggiavo in quelle condizioni e questo non mi lascia ben speare in un cambiamento. Come sempre i problemi emergono con più vigore in periodi di emergenza, ma non è che non esistessero già in precedenza. Di chi è la colpa? Certi che sia questa la domanda? È davvero importante assegnare a qualcuno la colpa di qualcosa che è come un marchio sulla pelle viva dei cittadini che patiscono un sistema che non funziona?
Ecco, è qui che deve intervenire il principio etico di verità. I fatti vanno letti per quello che sono e ad essi bisogna dare una risposta, trovare una soluzione, non litigare sulle colpe e sulle responsabilità. Sappiamo essere diversi come diciamo? Bene, dimostriamolo, ma con azioni reali possibili che tengano conto delle verità locali come fondamento di un principio etico che possa avere valore per tutti e non vanificare le speranze, le attese, i bisogni di nessuno.
La proposta è lo scaglionamento degli ingressi, lo sposatmento al pomeriggio delle lezioni… ma è davvero fattibile? Mancano ancora insegnanti per coprire gli orari normali, come sarà possibile coprire tutto il resto? Come è possibile immaginare, in queste condizioni, insegnanti Superman e Superwoman che possano coprire un arco temporale che supera ogni possibile realtà concreta? Mi domando che cosa sia la scuola per questi pensatori divaganti e dispersivi.
In realtà, il problema non è la scuola né le famiglie o i docenti, ma che la scuola non sia mai stata davvero considerata e osservata nel processo evolutivo di una società entro la quale il suo sognificato è stato sempre più svuotato. È facile proclamare l’essenzialità sociale della scuola, ma farlo dopo anni di assenza e disinteresse mi appare quanto meno ridicolo. L’emergenza della scuola non nasce con il Covid19, è un’emergenza che già esisteva, ma che non si è voluto risolvere pienamente, ma solo mettendo pezze a colore quando imprescindibile. Ci sono soluzioni che accrescono la distanza tra chi può e chi non può riducendo così la scuola a un campo minato, bombardata dall’alto e dal basso senza che la sua voce possa essere udita e ascoltata e compresa… fino alla prossima insindacabile emergenza, decretando così la caduta di ogni principio etico di verità.

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