Rainy Sky

Today the sky is a deluge of tears. Who knows how many of them purify the gaze and how many, instead, renew a pain. Observing it today is like looking at the face of an unarmed child in the face of too many violations of innocence; or, in the darkest moment and accompanied by the roar of thunder, I imagine the violent and foamy anger of those who have lost everything and are afraid of having nothing more to offer but their own anger and that tumultuous thunder that devastates the soul even before the things. In the middle, between innocence and anger, there is that flat calm of those who wait without acting or who, looking impatiently from the window, wait for the moment to go out without getting too much damage or getting their newly polished shoes too dirty. Then there are those who, intrepid and courageous, cross the threshold of the house, protected by a miserable umbrella which, he knows well, will not guarantee him safety or absolute protection, but will not deny him to carry out his duty with a reckless sense of justice and equity. Meanwhile, the sky is crying anyway, distracted by the jokes of man, desperate for the inability to intercede and give a destination to this exposed and dispersed people who do not know who they are or where they will go until those tears are also their own tears.

Oggi il cielo è un diluvio di lacrime. Chissà quante di esse purificano lo sguardo e quante, invece, rinnovano un dolore. Osservarlo, oggi, è come guardare il volto di un bambino disarmato dinanzi alle troppe violazioni di innocenza; oppure, nell’attimo più cupo e accompagnato dal rombare dei tuoni, immagino la rabbia violenta e schiumosa di chi ha perso tutto e teme di non avere più nulla da offrire se non la propria rabbia e quel tuonare tumultuoso che sconquassa l’anima prima ancora delle cose. In mezzo, tra l’innocenza e la rabbia, c’è quella calma piatta di chi attende senza agire o di chi, guardando impaziente dalla finestra aspetta il momento per uscire senza che gliene venga troppo danno o si sporchi troppo le scarpe appena lucidate. C’è poi chi, intrepido e coraggioso, varca la soglia di casa, protetto da un misero ombrello che, lo sa bene, non gli garantirà salvezza né protezione assoluta, ma non gli negherà di compiere il proprio dovere con temerario senso di giustizia ed equità. Intanto, il cielo piange comunque, distratto dalle facezie dell’uomo, disperato per l’impossibilità di intercedere e dare una destinazione a questo popolo esposto e disperso che non sa chi sia né dove andrà fino a quando quelle lacrime saranno anche il suo proprio pianto.

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