Choose Your Side

The indifference around is biting and contemptuous, like a fingernail that follows the outline of a face, carving its shapes, imperfections, beauty, solidity, hopes and illusions to blood.
Where do we stand, external observers of the distress of others?

In the nail that scratches and tears the skin or in the blood that appears between the flaps of skinned skin of those innocents who do not deserve to suffer?
The point is always this, it is always the same: choosing which side to take.

Choosing to share the fragility of the innocent or marry the violence of the executioners, a violence that is sometimes barely evident in its manner, but recognizable by the shrewd and interested indifference with which we decide that the other exists or is transparent.
Every silence is already a choice.

L’indifferenza intorno è graffiante e sprezzante, come un’unghia che segue il contorno di un volto incidendone a sangue le forme, le imperfezioni, la bellezza, la solidità, le speranze e le illusioni.
Dove ci poniamo noi, osservatori esterni del disagio altrui?

Nell’unghia che graffia e lacera la pelle o nel sangue che appare tra i lembi di pelle scorticata di quegli innocenti che non meritano di soffrire?
Il punto è sempre questo, è sempre lo stesso: scegliere da che parte stare.

Scegliere di condividere la fragilità degli innocenti o sposare la violenza dei carnefici, una violenza talvolta appena evidente nei modi, ma riconoscibile dall’indifferenza scaltra e interessata con cui decidiamo che l’altro esista o sia trasparente.
Ogni silenzio è già una scelta.