Schools

It is certainly not an easy year this, but I do not forget all the years that every year have not been easy in school. Difficulties not due to current health needs and urgency, but to the difficulties of dilapidated schools, precarious staff, poorly paid teachers, unheard students, serious educational and didactic difficulties … and much more. I would like school, training, the needs of teachers and non-teaching staff to be forgotten, but, above all, I would like children not to be forgotten. I would like every moment of this as of every year to be dedicated to their needs, but not only to practical needs as to their need for the present and the future, for models, food for thought, for places of aggregation that do not massify thought but that make him free. I would like their learning needs to be taken care of as much as human ones, to remember that they are not names or numbers in faceless lists in which the essence of life that grows and seeks and hopes disappears. I would like to be next to each teacher I know for having shared so much of the emptiness and silence that surround them and I would like everyone, teachers and children, to be finally not only heard but listened to and involved in a process of growth and training that does not is pure “crap” (better known as fried air!), but ideas that take shape and meaning that become route and destination. Good start and let it be a good start, beyond the fanfare and the words of appearance.

Non è certamente un anno facile questo, ma non dimentico tutti gli anni che ogni anno non sono stati facili nella scuola. Difficoltà non dovute all’attuale necessità e impellenza sanitaria, ma alle difficoltà di scuole fatiscenti, di personale precario, di docenti mal pagati, di studenti non ascoltati, di difficoltà formative e didattiche serie… e tanto di più. Vorrei non si dimenticasse la scuola, la formazione, le esigenze dei docenti e del personale non docente, ma, soprattutto, vorrei non si dimenticassero i ragazzi. Vorrei che ai loro bisogni fosse dedicato ogni istante di questo come di ogni anno, ma non solo alle necessità pratiche quanto al loro bisogno di presente e di futuro, di modelli, di spunti di riflessione, di luoghi di aggregazione che non massifichino il pensiero ma che lo rendano libero. Vorrei che ci si prendesse cura delle loro esigenze di apprendimento quanto di quelle umane, che si ricordasse che non sono nomi o numeri in elenchi senza volto nei quali sparisca l’essenza della vita che cresce e cerca e spera. Vorrei essere accanto a ciascun docente di cui conosco per averla condivisa tanta parte di vuoto e di silenzio da cui sono circondati e vorrei che tutti, docenti e ragazzi, fossero infine non solo uditi ma ascoltati e coinvolti in un processo di crescita e formazione che non sia pura “fuffa” (meglio nota come aria fritta!), ma idee che prendono forma e senso che diventa rotta e destinazione. Buon inizio e che sia un inizio buono, oltre le fanfare e le parole di apparenza.

3 pensieri su “Schools

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