Jack London: Il vagabondo delle stelle

Il vagabondo delle stelle (Rusconi, 2018) di Jack London è un romanzo di gran fascino che svela la grande abilità di riflessione dell’autore oltre la sua abilità artistica e narrativa. In questo romanzo, difatti, l’autore si discosta definitivamente dall’etichetta di “scrittore per ragazzi” e assume, anzi, il compito di condurre una profonda riflessione sulla vita e sulla morte.

Il protagonista del romanzo, il vero vagabondo delle stelle, è Darrel Standing, professore di agronomia rinchiuso nel carcere di San Quintino, condannato prima all’ergastolo e poi a morte per un atto mai compiuto. Il percorso che lo condurrà alla pena capitale è disseminato di torture e violenze che, nel perenne stato di isolamento e sofferenza, lo condurranno a uscire da se stesso per vivere altre vite probabili o possibili che Darrel Standing considera esperienza di vite precedenti. Il protagonista è accusato di aver nascosto della dinamite all’interno del carcere per tentare una fuga di massa dallo stesso. In realtà, è solo il piano immaginario di un altro detenuto, Cecil Winwood, che diventerà l’obiettivo mancato dell’odio dello sfortunato Darrel Standing, vittima del caso, dell’immaginazione, della paura nonostante fosse completamente estraneo ai fatti.

Ora, se è possibile essere perseguitati per fatti inesistenti che il direttore del carcere crede reali al punto da esserne terrorizzato, è anche possibile, come afferma il protagonista, poter aver vissuto vite precedenti alla propria e avere la certezza di viverne altre. È così che è possibile non temere la morte, ma considerarla una delle ie di uscita per cominciare una nuova vita; è così che Standing può immaginare altre esistenze prima di quella attuale e attendere la prossima come risorsa per continuare a esistere oltre ogni dolore e ogni sopruso.

Il Jack London autore di Il vagabondo delle stelle, non abbandona la narrativa di avventura, ma la modifica fino a innalzarla ad analisi più introspettive della relazione che esiste tra persona, vita e morte. È di gran fascino e interesse l’analisi che l’autore riesce a condurre su corpo e spirito grazie agli episodi narrati nel romanzo che, se da una parte conservano la bellezza della fantasia, dall’altra calano il lettore sempre di più nella dicotomia corpo e spirito riuscendo a dimostrare l’inesistenza del limite dello spirito in un corpo finito o che completa il suo ciclo vitale.

Un romanzo particolare, interessante, bello.

Il vagabondo delle stelle (Rusconi, 2018) by Jack London is a very fascinating novel that reveals the author’s great ability to reflect as well as his artistic and narrative ability. In this novel, in fact, the author definitively departs from the label of “writer for children” and takes on the task of conducting a profound reflection on life and death.

The novel’s protagonist, the true wanderer of the stars, is Darrel Standing, a professor of agronomy locked up in the San Quentin prison, first sentenced to life imprisonment and then to death for an act he never performed. The path that will lead him to the death penalty is littered with torture and violence that, in the perennial state of isolation and suffering, will lead him to go out of himself to live other probable or possible lives that Darrel Standing considers an experience of previous lives. The protagonist is accused of hiding dynamite inside the prison to attempt a mass escape from it. In reality, it is only the imaginary plan of another inmate, Cecil Winwood, who will become the unsuccessful target of the hatred of the unfortunate Darrel Standing, victim of chance, of imagination, of fear despite being completely unrelated to the facts.

Now, if it is possible to be persecuted for non-existent facts that the director of the prison believes to be real to the point of being terrified of them, it is also possible, as the protagonist says, to be able to have lived previous lives to his own and to be sure of living others. This is how it is possible not to fear death, but to consider it one of the exits to begin a new life; this is how Standing can imagine other existences before the current one and wait for the next one as a resource to continue existing beyond all pain and abuse.

Jack London, author of Il vagabondo delle stelle, does not abandon the narrative of adventure, but modifies it to the point of raising it to more introspective analyzes of the relationship that exists between person, life and death. The analysis that the author manages to conduct on body and spirit is of great charm and interest thanks to the episodes narrated in the novel which, while on the one hand preserve the beauty of the imagination, on the other hand the reader increasingly falls into the body dichotomy. and spirit succeeding in demonstrating the non-existence of the limit of the spirit in a finite body or one that completes its life cycle.

A particular, interesting, beautiful novel.

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