No Room for Insults

There is no room for insults, of whatever kind they are, to whoever they are addressed and, above all, if they are aimed at the categories considered weaker due to cultural errors that continue to be spent on the life and dignity of the other.
When a woman is insulted as a woman, no matter what political color she belongs to, no matter if her thoughts match ours or not, everyone, and I mean everyone, should oppose that insult.
When a man is insulted because his thinking does not match ours, we should all oppose it, as we should when someone is insulted for the color of his skin, or for his culture or religion or sexual orientation.
The insult is not a form of dialogue or communication, it is just an unscrupulous and malevolent invective that serves to make one side stand out over the other without having merit.
The insult is the despicable way of those who, having no ideas of their own, resort to this tool to be able to say something, to emit air from the puteolent mouth, to unleash the wickedness of those who, equally empty of meaning and ideas, do not know how to do anything else than to tag along like goats to whom a carrot has been brought to follow, no matter how rotten and unhealthy it is.
The insult does not tell anything about the victim, it does not remove or add anything to his thought, but portrays it as a boomerang against those who make it beautiful and who use it as an instrument of rhetoric without construct and without structure.
There is no room for insults in the life of truly free people.

Nessuno spazio per gli insulti, di qualsiasi genere essi siano, a chiunque siano rivolti e, soprattutto, se sono rivolti alle categorie considerate più deboli a causa di errori culturali che si continuano a spendere sulla vita e sulla dignità dell’altro.
Quando una donna viene insultata in quanto donna, non importa a quale colore politico essa appartenga, non importa se il suo pensiero collimi o meno con il nostro, tutti, e dico tutti, dovremmo opporci a tale insulto.
Quando un uomo viene insultato perchè il suo pensiero non corrisponde al nostro, tutti dovremmo opporci, come dovremmo farlo quando qualcuno viene insultato per il colore della sua pelle, o per la sua cultura o per la sua religione o per il suo orientamento sessuale.
L’insulto non è una forma di dialogo né di comunicazione, è solo un’invettiva spregiudicata e malevola che serve a far risaltare una parte sull’altra senza che ne abbia merito.
L’insulto è la spregevole modalità di coloro che non avendo idee proprie ricorrono a tale strumento per poter dire qualcosa, per emettere aria dalla bocca puteolente, per sfrenare la malvagità di coloro che, altrettanto vuoti di senso e di idee, non sanno fare altro che accodarsi come caprette cui sia stata porta una carota da seguire, non importa quanto marcia e malsana essa sia.
L’insulto non racconta niente della vittima, non toglie né aggiunge qualcosa al suo pensiero, ma ritorna come un boomerang contro coloro che se ne fanno belli e che lo usano come strumento di una retorica senza costrutto e senza struttura.
Non c’è spazio per gli insulti nella vita delle persone veramente libere.

4 pensieri su “No Room for Insults

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