What Power Is

An activist murdered because she is too “active”, an opponent of the government poisoned because he is too “opposite”, people denigrated and offended for ideas other than the common thought which is often not a free but induced thought, people persecuted in the name of diversity ( be it cultural, religious, gender, skin, origin, economic conditions, etc.) …

This is everyday life, but is this power? Is power really exercised in the oppression of the other? Really who has power is he who dominates?
It seems to me that this way of understanding power is somewhat confused and inconclusive.

Power, real power, does not manage itself nor is it self-directed. Power, the real one, is not the strength to “coerce” nor to force, but the ability to discern and share.
I know, it may seem paradoxical and even absurd, yet, if you think about it, it really is.

Whoever uses force as power is also the one who fears losing power because without it he has nothing left. Who imposes himself on others using the denial of truth and a parallel narrative built to his own measure as a tool, is one who has no idea what truth is, is one who in his parallel reality imagines solutions to his own ignoble loneliness.


The real power is not “to oblige”, but to choose shared solutions, to build them where there are none. The real power is not to annihilate in order to emerge, but to confront and collaborate for the common good. It is not powerful who dominates alone, it is only a fool who deludes himself of his immortality, unaware, perhaps, of how short his life is and what the cost of his presumed power is.


True power is innocent, it is free from the desires of success and domination. True power is engaging, it is silent but resourceful, it is collaborative and honest, it is forward-looking and is based on sharing and dialogue.


True power belongs precisely to those innocent powerless whose life is worth to the point that the alleged powerful feel the need to destroy it. A paradox too? No. Let us ask ourselves the reasons why those who believe themselves powerful need to destroy those who oppose them. They are afraid, they are unstable, because they know that the king is naked and his nakedness is visible not only to the wise, but to all who choose to remain innocent.

Un’attivista assassinata perchè troppo “attiva”, un oppositore del governo avvelenato perché troppo “opposto”, persone denigrate e offese per le idee diverse dal pensiero comune che spesso non è un pensiero libero ma indotto, persone perseguitate in nome di una diversità (sia essa culturale, religiosa, di genere, di pelle, di provenienza, di condizioni economiche, etc.)… Questo è il quotidiano, ma è questo il potere? Davvero il potere si esercita nell’oppressione dell’altro? Davvero chi ha potere è colui che domina?
A me sembra che questo modo di intendere il potere sia alquanto confuso e inconcludente. Il potere, quello vero, non si gestisce da soli né è auto diretto. Il potere, quello vero, non è la forza di “coercire” nè quella di costringere, ma la capacità di discernere e condividere.
Lo so, può sembrare paradossale e persino assurdo, eppure, se ci si pensa bene, è proprio così. Chi fa uso della forza come potere è anche colui che teme di perdere il potere poiché senza di esso non gli resta nulla. Chi si impone sugli altri usando come strumento la negazione della verità e una sua narrazione parallela costruita a propria misura, è uno che non ha idea di che cosa sia la verità, è uno che nella sua realtà parallela immagina soluzioni alla propria ignobile solitudine.
Il vero potere non è “obbligare”, ma scegliere soluzioni condiise, costruirne laddove non ce ne siano. Il vero potere non è annientare pur di emergere, ma confrontarsi e collaborare per il bene comune. Non è potente chi domina da solo, è solo uno sciocco che si illude della sua immortatlità inconsapevole, forse, di quanto caduca sia la sua vita e di quale sia il costo della sua presunta potenza.
Il vero potere è innocente, è libero dalle smanie di successo e dominio. Il vero potere è coinvolgente, è silenzioso ma assetivo, è collaborativo e onesto, è lungimirante e si basa sulla condivisione e sul dialogo.
Il vero potere appartiene proprio a quegli innocenti senza potere la cui vita vale al punto che i presunti potenti sentono il bisogno di distruggerla. Un paradosso anche questo? No. Domandiamoci i motivi per cui chi si crede potente ha bisogno di distruggere chi gli si oppone. Hanno paura, sono instabili, perché sanno che il re è nudo e la sua nudità è visibile non solo ai saggi, ma a tutti coloro che scelgono di restare innocenti.

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