In Praise of Prudence

It is perhaps a form of self-defense to pretend that nothing has happened, but it is not this way, it has happened and I do not want to risk everything starting again for the worst because only of our need to resume a life we ​​believe we have been unjustly deprived of. Is it life to risk that still others fall ill at the risk of their death to make up for what we believe to be wronged? Received from whom, then? In our haste to find the culprits of our discomfort, do we not risk being blind to the evidence that we ourselves, now, could be a further cause? It’s not easy, I realize, it’s not easy and it wasn’t easy for me either. I too paw to feel a part of my life as blocked; I also complain about the things I should have done and had to give up; I too feel deprived of a vital space when I think of the conferences I should have attended and which I had to give up; I too feel suffocated to look at my children’s difficulties in leading a life that for me, at their age, was freer. Yet, despite all these “me too”, I feel that it is time to be cautious, more prudent, precisely to avoid such absolute prohibitions as those just experienced from becoming a norm and a rule for today and tomorrow. Perhaps it is time to discover one’s freedom in the responsibility for the present and for the future and to understand that one is not free when one turns around life in a vacuum, but when life is given the value it deserves and is protected, protected from those aggressions that we self impose on ourselves because of our discomfort, the restrictions and the care we must have for ourselves and for others in this uncertain time. Attention, because often, and certainly in this case, the fear of not living as we would like can be transformed into the certainty of mortgaging the time of our life. A lack of prudence can now produce as a result not the free life that we believe we must live, but its destruction and its waste. Let’s not throw away all the efforts and sacrifices made; let’s go out, but let’s respect the rules that can protect one and the other; let’s get the economy going again, but let’s protect life. Let’s think for a moment about what would happen if everything started again in total closure, everything would fall apart, the economy as well as life and relationships. If this is the risk, isn’t it better to be cautious and live carefully? I believe so, I believe that prudence and respect for oneself, for others and for life is the greatest resource and the one of greatest value that we can offer each other today.

È forse una forma di autodifesa fare finta che nulla sia successo, ma non è così, è successo e non ha senso rischiare che tutto ricominci al peggio a motivo solo del nostro bisogno di riprendere una vita di cui crediamo essere stati ingiustamente privati. È vita rischiare che altri ancora si ammalino a rischio di morte per sopperire a quello che crediamo un torto ricevuto? Ricevuto da chi, poi? Nella nostra fretta di trovare i colpevoli del nostro disagio, non rischiamo forse di essere ciechi dinanzi all’evidenza che noi stessi, ora, potremmo esserne ulteriore causa? Non è facile, mi rendo conto, non è facile e non lo è stato nemmeno per me. Anche io scalpito nel sentire come bloccata una parte della mia vita; anch’io mi lamento delle cose che avrei dovuto fare e cui ho dovuto rinunciare; anch’io mi sento privata di uno spazio vitale se penso alle conferenze cui avrei dovuto partecipare e cui ho dovuto rinunciare; anch’io mi sento soffocare a guardare le difficoltà dei miei figli nel condurre una vita che per me, alla loro età, è stata più libera. Eppure, nonostante tutti questi “anche io”, sento che è il momento di essere prudenti, più prudenti, proprio per evitare che divieti così assoluti come quelli appena vissuti possano diventare una norma e una regola per oggi e per domani. Forse è tempo di scoprire la propria libertà nella responsabilità per il presente e per il futuro e comprendere che non si è liberi quando si gira intorno alla vita a vuoto, ma quando alla vita si dà il valore che merita e la si protegge, tutela da quelle aggressioni che ci auto imponiamo a causa del nostro disagio, delle restrizioni e delle cure che dobbiamo avere per noi e per gli altri in questo tempo incerto. Attenzione, poichè spesso, e di certo in questo caso, la paura di non vivere come si vorrebbe si può trasformare nella certezza di ipotecare a vuoto il tempo del nostro vivere. Una mancanza di prudenza ora può produrre come risultato non la vita libera che crediamo di dover vivere, ma il suo scempio e il suo spreco. Non buttiamo all’aria tutti gli sforzi e i sacrifici fatti; usciamo, ma rispettiamo le regole che possono proteggere gli uni e gli altri; torniamo a far girare l’economia, ma tuteliamo la vita. Pensiamo per un attimo a che cosa accadrebbe se tutto ricominciasse nella chiusura totale, tutto andrebbe a rotoli, l’economia come la vita e le relazioni. Se il rischio è questo, non è meglio essere prudenti e vivere con cura? Io credo di sì, credo che prudenza e rispetto di sé, dell’altro e della vita sia la risorsa più grande e quella di maggior valore che possiamo offrirci reciprocamente oggi.

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