That Absence Which Means Presence

After all, it is only a moment between being and not being, yet that moment reveals the sense of having been there and rebuilding unexpected bridges. It is not the absence that determines the distance, but the absence of the absent absence which makes invisible those who, in reality, have not been loved. I want to say that presence is a beautiful thing, but that even in the absence and / or distance you can follow and love people by feeling close to them and knowing that you are close to them, for this you feel the presence of absence or, to say it better , also the lack of absence. If, on the other hand, we do not miss the absence, if the presence or absence of one or more people does not ennoble the feeling of absence by proving the desire for presence or letting that of lack leave its mark, then it means that bridges have not been built between people and that distance or closeness would not change the emptiness as a distinction between people. The people with whom deep relationships are created are true both in presence and absence, with them bridges and bonds are built that make distances full of meaning, even if they stimulate the desire for meeting and the pain of the lack of absence itself . Even if you are absent you can be present and even the nostalgia or melancholy of the lack of absence are a sign of stories built on meaning and not on personal and vain and petty personal interest.
A little philosophical, perhaps, but simply to say that those who truly love each other are always present, even when they are not there or will no longer be there.

In fondo non è che un attimo tra l’esserci e il non esserci, eppure quell’attimo rivela il senso dell’esserci stati e ricostruisce ponti insperati. Non è l’assenza a determinare la distanza, ma l’assenza della mancanza dell’assenza che rende invisibili coloro che, in realtà, non sono stati amati. Voglio dire che la presenza è una cosa bella, ma che anche nell’assenza e/o distanza si possono seguire e amare le persone sentendole vicine e sapendo di essere loro vicine, per questo si prova la presenza dell’assenza o, per dire meglio, anche la mancanza dell’assenza. Se, invece, non ci manca l’assenza, se l’esserci o non esserci di una o più persone non nobilita il sentimento dell’assenza facendo provare il desiderio della presenza o lasciando che quello della mancanza lasci il suo segno, allora vuol dire che non sono stati costruiti ponti tra le persone e che la distanza o la vicinanza non cambierebbero il vuoto come allontanamento che si delinea tra le persone stesse. Le persone con le quali si creano relazioni profonde, sono vere sia in presenza che in assenza, con esse si costruiscono ponti e legami che rendono le distanze piene di significato, anche se stimolano il desiderio dell’incontro e il dolore della mancanza della stessa assenza. Anche da assenti si può essere presenti e anche la nostalgia o malinconia della mancanza di assenza sono segno di storie costruite sul senso e non sull’interesse personale vano e meschino.
Un po’ filosofico, forse, ma semplicemente per dire che chi si ama davvero è presente sempre, anche quando non c’è o non potrà più esserci.

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