The Invisible Wounds

When things happen there is always something that we forget to ask ourselves: how can we repair the wounds we provoked to someone in order they could stop bleeding? We try to justify, to explain, to show our sorrow… even if we do not do, often. Yet, in one case or in the other, the beginning and the end of our excuses are ourselves, what happens to those who have received our actions as well as our excuses? Is it really possible they can repair their wounds thanks to our words and excuses? I fear they cannot.

They cannot not because they are cruel and vindictive, but because their wounds bleed deeply and what appears to us as superable is not the same for them. Of course I am not speaking about the small things which remain on the surface because of their lightness, but I speak of those that dig deep in the interiority of the other because we have hurt their dignity.

Imagine the situation for a while and try not to feel persecuted by the other’s difficulty to have been hurt, try to feel how they feel because our superficiality has precipitated them in the most sorrowful disease. It is easy for us to pretend to be pardoned, but how difficult it is for them who have been suffering because of us? It is obvious for us not to wish to be labelled forever because of the offense we produced, but how difficult is for the other to start to be confident in you after that wound? It is understandable that we want to be accepted as before, but how difficult is for the other to see us as we were before?

When someone offends your dignity there is nothing able to ban the wounds and even when you are able to sew the borders of the wound, those scars will remain forever and sometimes they will bleed again or, at least, hurt. Nothing can never be the same when you have betrayed the other’s confidence, be sure of this. It does not mean that nothing new can be built for the future, but nothing can be new if you do not change yourself.

Quando le cose accadono c’è sempre qualcosa che dimentichiamo di chiederci: come possiamo riparare le ferite che abbiamo provocato a qualcuno affinché smettano di sanguinare? Cerchiamo di giustificare, spiegare, mostrare il nostro dolore … anche se non lo facciamo spesso. Eppure, in un caso o nell’altro, l’inizio e la fine delle nostre scuse siamo noi stessi, cosa succede a coloro che hanno ricevuto le nostre azioni e le nostre scuse? È davvero possibile che possano guarire le loro ferite grazie alle nostre parole e scuse? Temo che non possano.

Non possono non perché sono crudeli e vendicativi, ma perché le loro ferite sanguinano profondamente e ciò che a noi sembra superabile non è lo stesso per loro. Naturalmente non sto parlando delle piccole cose che rimangono in superficie a causa della loro leggerezza, ma parlo di quelle che scavano in profondità nell’interiorità dell’altro perché abbiamo danneggiato la loro dignità.

Immagina la situazione per un po’ e cerca di non sentirti perseguitato dalla difficoltà dell’altro per essere stato ferito, prova a sentire come si sentono perché la nostra superficialità li ha fatti precipitare nel disagio più doloroso. È facile per noi pretendere di essere perdonati, ma quanto è difficile per coloro che hanno sofferto a causa nostra? È ovvio che non desideriamo essere etichettati per sempre a causa dell’offesa che abbiamo prodotto, ma quanto è difficile per l’altro iniziare a fidarsi di te dopo quella ferita? È comprensibile che vogliamo essere accettati come prima, ma quanto è difficile per l’altro vederci come eravamo prima?

Quando qualcuno offende la tua dignità non c’è nulla in grado di bandire le ferite e anche quando sei in grado di cucire i bordi della ferita, quelle cicatrici rimarranno per sempre e a volte sanguineranno di nuovo o, almeno, faranno male. Nulla può mai essere lo stesso quando hai tradito la fiducia dell’altro, sii certo di questo. Ciò non significa che nulla di nuovo possa essere costruito per il futuro, ma nulla può essere nuovo se non cambi te stesso.

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