Let’s Not Corrupt Hope

What is the thing we fear the most?
The lies, I would say, because after them there is no longer any possibility of finding trust and, without trust, nothing is built, because “building” implies relying on the other, also making mistakes, but doing it together and knowing that together you can get up.
Trust does not exist per se, but it is built up; it is not a ready and furnished room, but one which is completed piece by piece thanks to the mutual collaboration, the mutual sharing of good and evil, the ugly and the beautiful that makes us people in becoming.
For this reason, if trust is lacking, building becomes impossible.
Betraying trust is like breaking the path of the life of the other, of the life together with the other. The reconstitution of the fragments is almost impossible since many of them have been reduced to dust.
We try, of course, in the name of the journey we have made, but that gap remains forever, a gap which will not be easy to fill because if the void is rampant, even love will not be able to fill it.
In fact, love does not fill up, it creates. Create the new, but what has been is like a precipice in the middle of a soft desert. If the sand just starts to fall again, it will quickly drag everything into its deep heart and nothing will help to soften the thud thanks to its soft essence.
Let’s never lie, then, a hard truth is better than a lie of convenience. It’s called “respect for the freedom of the other” to let him choose to embrace our weakness or not. Hiding it, however, means deciding in the place of the other and preparing for a fate of lies to cover other lies and, finally, self-destine to solitude while in the other the trust in hope has been corrupted.

Qual è la cosa che temiamo di più?
Le bugie, io direi, poiché dopo di esse non c’è più possibilità di ritrovare fiducia e, senza fiducia, non si costruisce alcuna cosa, perché “costruire” implica affidarsi all’altro, sbagliare anche, ma farlo insieme e sapere che insieme ci si può rialzare.
La fiducia non esiste di per sé, ma si costruisce; non è una camera pronta ed arredata, ma una che si completa tassello dopo tassello grazie alla collaborazione reciproca, la condivisione reciproca del bene e del male, del brutto e del bello che ci rende persone in divenire.
Per questo se viene a mancare la fiducia, costruire diventa impossibile.
Tradire la fiducia è come spezzare il percorso della vita dell’altro, della vita insieme all’altro. La ricostituzione dei frammenti è pressocché impossibile poiché molti di essi sono stati ridotti in polvere.
Ci si prova, certo, in nome del percorso fatto, ma resta per sempre quell’intercapedine che non sarà facile riempire poiché se il vuoto dilaga, neanche l’amore sarà in grado di riempirlo.
L’amore, infatti, non riempie, crea. Crea il nuovo, ma quello che è stato è come un precipizio nel bel mezzo di un morbido deserto. Se la sabbia ricomincia appena a franare, essa trascinerà velocemente nel suo cuore profondo ogni cosa e a nulla servirà attutire il tonfo grazie alla sua morbida essenza.
Non mentiamo mai, allora, meglio una dura verità che una bugia di comodo. Si chiama “rispetto della libertà dell’altro” lasciare che scelga di abbracciare o meno anche la nostra debolezza. Nasconderla, però, significa decidere al posto dell’altro e prepararsi a un destino di bugie per coprire altre bugie e, infine, auto destinarsi alla solitudine mentre nell’altro si è corrotta la fiducia nella speranza.

3 pensieri su “Let’s Not Corrupt Hope

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