Friendship

What an abused word is friendship. It is used with such ease that it becomes any word, but it is not so, it is not any word, it is not a word to be abused.

Friendship is the word we use to give meaning to a relationship that has value in our lives not for the profit that comes from it, but for the ability to compare and exchange that we are able to establish.

We all call friends, but we lie, perhaps because we do not understand its value and we confuse a relationship of such importance in the empty everything in which we have immersed all of ourselves, as for habit of simplifications, no matter how empty they are.

There are those who abuse this word to make people imagine surroundings that do not exist or to win over anyone in favor of their own interest. I am very sad about this abuse, this inability to discern sincere and rare ties with some people, it annoys me that everything is put in the cauldron of nonsense in favor of a dispersive and offensive superficiality regarding true, deep relationships, which only with a few they really build.

Words are important and are the image of ourselves. Abusing and confusing their value means forcing everything to lose the perception of what it is to turn into pale and scratched images of reality that not only do not exist, but never will be able, since what really matters, like true friendship, cannot be let imprisoned by chains that compress its deep and free truth.

I would suggest using this word – FRIENDSHIP – with grace and kindness and, above all, to do it with honesty and honor.

Che parola abusata è amicizia. La si usa con un faciltà tale da renderla una parola qualsiasi, ma non è così, non è una parola qualsiasi, non è una parola da abusare.

Amicizia è la parola che usiamo per dare significato a una relazione che abbia valore nelle nostre vite non per il profitto che ce ne viene, ma per la capacità di confronto e scambio che siamo in grado di instaurare.

Chiamiamo tutti amici, ma mentiamo, forse perché non ne comprendiamo il valore e confondiamo una relazione di tale importanza nel qualunquismo nel quale abbiamo immerso tutto di noi stessi, come per abitudine alle semplificazioni, non importa quanto vuote esse siano.

C’è chi abusa di questa parola per fare immaginare vicinanze che non esistono o per accattivarsi chiunque in favore del proprio interesse. Mi fa molta tristezza questo abuso, questa incapacità di discernere i legami sinceri e rari con alcune persone, mi dà fastidio che ogni cosa sia messa nel calderone del non sense a favore di una superficialità dispersiva e offensiva riguardo alle relazioni vere, profonde, che solo con pochi si costruiscono davvero.

Le parole sono importanti e sono l’immagine di noi stessi. Abusarne e confonderne il valore significa costringere ogni cosa a perdere la percezione di ciò che è per trasformarsi in immagini pallide e graffiate di realtà che non solo non esitono, ma mai potranno, poiché ciò che conta davvero, come l’amicizia vera, non si lascia imprigionare da catene che ne comprimano la profonda e libera verità.

Suggerirei di usare con grazia e gentilezza questa parola -AMICIZIA- e, soprattutto, di farlo con onestà e onore.

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