Traces from the Past

In these days of riots against any discrimination and racism, whose ideas and actions I share, I have often been thinking about the symbols we are used to in our daily life which surround us and whose names we often cite in the name of the streets we walk or the monuments we visit. These are symbols to represent an historical past not always near to the rights of the man, on the contrary, they have often been the representation of the human degeneration against other human beings.

I think about the symbols of fascism, for example, or of the colonization or any dictatorship which has been built at the cost of human life. I think to the habit we have got in naming some streets with the name of those historical characters whom History has successively declared them enemies of peace and sense. I think also to the easy use we do of images that have represented the horror from the past to represent new ideals of positive issue just mocking those pictures that will never be able to cancel the evil they had really represented. The last of these examples is to use the picture of Auschwitz gate to speak about the importance and freedom of education. Terrifying!

Yet, I do not think we should eliminate these symbols, because they represent our History although often not a very worthy one. We should use these symbols to teach to make the difference respect to that past. We should complete those symbols with explanations of their real meaning so to use them as a living evidence of what we should never be prisoners of again.

Abolishing History to ban human mistakes and horrors from the attention of the young is not a positive and consistent way of teaching democracy and freedom. It is not hiding our mistakes that we can change them in good. Any trace from our wrong past should become a teaching in order to impress new footprints along our route. Footprints without shadows, footprints without hate and discrimination because we have learnt the lesson of those horrible crimes.

In questi giorni di rivolte contro ogni discriminazione e razzismo, le cui idee e azioni condivido, ho spesso pensato ai simboli a cui siamo abituati nella nostra vita quotidiana che ci circondano e di cui spesso citiamo i nomi nel nome delle strade che percorriamo o i monumenti che visitiamo. Questi sono simboli per rappresentare un passato storico non sempre vicino ai diritti dell’uomo, al contrario, sono stati spesso la rappresentazione della degenerazione umana contro altri esseri umani.

Penso ai simboli del fascismo, ad esempio, o della colonizzazione o di qualsiasi dittatura che è stata costruita a spese della vita umana. Penso all’abitudine che abbiamo di nominare alcune strade con il nome di quei personaggi storici che la Storia ha successivamente dichiarati nemici della pace e del senso. Penso anche al facile utilizzo che facciamo delle immagini che hanno rappresentato l’orrore del passato per rappresentare nuovi ideali di temi positivi semplicemente deridendo quelle immagini che non saranno mai in grado di annullare il male che avevano realmente rappresentato. L’ultimo di questi esempi è usare l’immagine del cancello di Auschwitz per parlare dell’importanza e della libertà dell’educazione. Terrificante!

Tuttavia, non penso che dovremmo eliminare questi simboli, perché rappresentano la nostra storia, sebbene spesso non sia molto degna. Dovremmo usare questi simboli per insegnare a fare la differenza rispetto a quel passato. Dovremmo completare quei simboli con spiegazioni del loro vero significato in modo da usarli come prova vivente di ciò di cui non dovremmo mai più essere prigionieri.

Abolire la storia per vietare gli errori e gli orrori umani all’attenzione dei giovani non è un modo positivo e coerente di insegnare la democrazia e la libertà. Non è nascondendo i nostri errori che possiamo cambiarli in bene. Qualsiasi traccia del nostro passato sbagliato dovrebbe diventare un insegnamento per imprimere nuove impronte lungo il nostro percorso. Impronte senza ombre, impronte senza odio e discriminazione perché abbiamo imparato la lezione di quegli orribili crimini.

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