The Invisibles

As invisible as she was, she has a name, her name is Zohra and she is eight years old. Yes, I use the present tense, I do it with conviction and not to make my article more melancholy, but because Zohra is only one of too many invisible whose rights are not only denied, but trampled on, shaken, torn to the last breath. They are the invisibles, although they have a body, a voice. They are the invisible, although they are able to understand and realize. They are the invisible, although it is thanks to the work of their hands that our life can follow its peaceful course. They are the invisibles, but we should be ashamed of it.

Any violated right brought Zohra to her grave well before the criminal barbarians who I dare not call people kicked her, punched her, probably raped her. An eight year old girl forced to live in invisibility; an eight-year-old girl enslaved with false promises; an eight-year-old girl deprived of her innocence and the freedom to grow. Her hands in a gesture of freedom, or by simple mistake, have freed the budgies from the cage and with them her spirit has flown before her body.

Well, this gesture of chance or a cry of freedom, has erased her invisibility for a while, nor has it cut the chains, has given it a voice, has highlighted the indifferent silence in which many exploiters of innocence operate, the same who proclaim themselves patrons of their rights without being ashamed to exploit the life of the innocent to death.


Is poverty the master? No, the presumption of being able to respond to poverty with the exploitation of people who have no other hope to survive than to reduce themselves to the minimum terms, that to renounce themselves, their affections and oblige their children to follow a path of equal dispossession in the hope that they can at least survive, this is the mastery.


I am not able to judge these families because I understand the degradation that may have led them even to extreme actions in order to have the hope of surviving, but I judge better, however, contempt for those who take advantage of poverty, ignorance, the condition of every external and internal misery to their advantage, in any part of the world, even mine.
Because, you see, the invisibles do not exist only in Pakistan. Every day they walk beside us even if we do not see them. Every day they are satisfied with our most humble jobs in order to earn enough to eat one more day. Every day their life crosses with ours which, thanks to their invisibility, exhibits the smile of the master who commands and obtains, no matter how much he violates and deceives the trust and hope of the invisibles of the Earth.

It is not they who are invisible, it is we who are blind.

Per quanto invisibile fosse, lei ha un nome, si chiama Zohra e ha otto anni. Sì, uso il tempo presente, lo faccio con convinzione e non per rendere più melenso il mio articolo, ma perchè Zohra non è che una dei troppi invisibili i cui diritti sono non solo negati, ma calpestati, squassati, dilaniati, fino all’ultimo respiro. Loro sono gli invisibli, sebbene abbiano un corpo, una voce. Sono gli invisibili, sebbene siano in grado di capire e comprendere. Sono gli invisibili, sebbene sia grazie al lavoro delle loro mani che la nostra vita può seguire il suo corso tranquillo. Loro sono gli invisibili, ma noi dovremmo vergognarcene.

Ogni diritto violato ha portato Zohra alla sua tomba ben prima che i barbari criminali che non oso chiamare persone la prendessero a calci, pugni, che probabilmente la stuprassero. Una bimba di soli otto anni costretta a vivere nell’invisibilità; una bimba di soli otto anni resa schiava con false promesse; una bimba di soli otto anni privata della sua innocenza e della libertà di crescere. Le sue mani in un gesto di libertà, o per semplice errore, hanno liberato dalla gabbia dei pappagallini e con essi è volato via il suo spirito prima che il suo corpo.

Ecco, questo gesto del caso o di un grido di libertà, ha cancellato per un po’ la sua invisibilità, né ha tranciato le catene, le ha dato una voce, ha messo in evidenza il silenzio indifferente nel quale operano tantissimi sfruttatori di innocenza, gli stessi che si proclamano mecenati dei propri diritti senza vergognarsi di sfruttare fino alla morte la vita degli innocenti.


La povertà fa da padrona? No, la presunzione di poter rispondere alla povertà con lo sfruttamento di persone che non hanno altre speranze per sopravvivere che ridursi ai minimi termini, che rinunciare a sé stessi, agli affetti e obbligare i propri figli a un percorso di uguale spoliazione nella speranza che possano almeno sopravvivere, questo fa da padrona.


Non sono in grado di giudicare queste famiglie perché comprendo l’avvilimento che può averle condotte anche ad estreme azioni pur di avere la speranza di sopravvivere, ma giudico però, meglio, disprezzo coloro che si approfittano della povertà, dell’ignoranza, della condizione di ogni miseria esteriore e interiore a proprio vantaggio, in qualsiasi parte del mondo, anche la mia.
Perchè, vedete, gli invisibili non esistono solo in Pakistan. Ogni giorno camminano accanto a noi anche se non li vediamo. Ogni giorno si accontentano dei nostri lavori più umili pur di guadagnare il sufficiente per mangiare un giorno di più. Ogni giorno la loro vita si incrocia con la nostra che, grazie alla loro invisibilità, esibisce il sorriso del padrone che comanda e ottiene, non importa quanto violi e inganni la fiducia e la speranza degli invisibili della Terra.

Non sono loro a essere invisibili, siamo noi a essere ciechi.

Un pensiero su “The Invisibles

  1. Un’altra storia terribile. Agghiacciante che gli assassini vengano descritti nei media come “datori di lavoro”… schiavisti. Capisco la cultura differente, ma il problema è tutto lì: cultura assente piú che “differente”. Una normale a-normalità che coinvolge migliaia, se non milioni, di bambini, sfruttati, umiliati, uccisi.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.