Augias and Filoramo: Il grande romanzo dei Vangeli

Il libro Il grande romanzo dei Vangeli (Einaudi, 2019 e con la Repubblica, 2020) a cura di Corrado Augias e Giovanni Filoramo si presenta come un dialogo che non ha l’obiettivo di dare risposte storiche e critiche sull’origine dei Vangeli, quanto di inserirli nel quadro culturale contemporaneo come presenze che oltre la storicità e il pensiero critico continuano ad avere un ruolo di interesse fondamentale nelle culture a prescindere dalla posizione religiosa da cui si parta.

Non è importante, voi dite? Eppure, forse è la cosa più importante che gli autori siano uno un giornalista dichiaratamente ateo, Augias, l’altro un rinomato studioso di Storia delle Religioni, Filoramo e che a parlare del loro dialogo sia proprio io, una persona che si definisce in ricerca. Difatti, questi tre punti di partenza diversi, con esperienze e storie diverse, rendono reale e concreto l’intento stesso del libro: la conoscenza critica e, sopratutto, rendano in immagini concrete le parole di Jorge Luis Borges che fanno da filo conduttore dell’intero percorso intrapreso dagli autori e cioè che i testi sacri sono un ramo della letteratura. Parole cui fanno seguito quelle di Umberto Eco quando afferma che su ciò di cui non si può teorizzare si deve narrare.

Ecco, come viaggiatrice ho cominciato il mio percorso in questo libro e, come viaggiatrice curiosa ne sono uscita arricchita.

Il grande romanzo dei Vangeli (Einaudi, 2019 e con la Repubblica, 2020) a cura di Corrado Augias e Giovanni Filoramo, pone fin dal principio una domanda essenziale, sebbene possa sembrare semplice: come leggerebbe i Vangeli un lettore che non ne conosca alcuna cosa e si trovasse di fronte al loro contenuto come se fossero dei libri qualsiasi?

Il dialogo tra Augias e Filoramo costruisce un’impalcatura che, spiegando i nessi storici e anche i dubbi che possano esserci sulla cronologia storica e filologica dei Vangeli, rende la storia di Gesù e dei tanti personaggi/personae che si muovono attorno e insieme a lui di una profondità che richiama l’attenzione oltre la pura narrazione degli eventi e se, da una parte, si afferma con forza il messaggio religioso dei Vangeli, dall’altra prende forma una visione etica e persino politica di una società possibile.

Il porgere l’altra guancia che si ispira all’amore per i comandamenti di Dio e non per il pacifismo della non violenza contemporanea, assurge, però a modus vivendi rivoluzionario rispetto alle forme consuete della relazione con gli altri. È su questo scenario che la figura di Gesù, persino la sua morte solitaria, si staglia come esempio vivente di una realtà possibile. Egli compie le azioni più incredibili, ma non muove un dito per salvare sé stesso; è il modello più evidente della sua stessa predicazione del porgere l’altra guancia, e la sua fragilità come la rabbia divengono segni della sua umanizzazione.

Conta davvero che egli sia o non sia figlio di Dio? Conta davvero che egli abbia o non abbia fratelli o sorelle? Conta davvero che la sua nascita abbia del misterioso? Qual è il mistero più grande se non la sua tenace ricerca del bene comune?

Il grande romanzo dei Vangeli (Einaudi, 2019 e con la Repubblica, 2020) a cura di Corrado Augias e Giovanni Filoramo, un libro che non dà risposte, ma che suscita tante domande.

The book Il grande romanzo dei Vangeli (Einaudi, 2019 e con la Repubblica, 2020) a cura di Corrado Augias e Giovanni Filoramo presents itself as a dialogue that does not have the aim of giving historical and critical answers on the origin of the Gospels, how much to insert them in the contemporary cultural framework as presences that beyond historicity and critical thinking continue to play a role of fundamental interest in cultures regardless of the religious position from which one starts.

It is not important, you say? Yet, perhaps it is the most important thing that the authors are one a declared atheist journalist, Augias, the other a renowned scholar of History of Religions, Filoramo and that to speak about their dialogue is me, a person who defines himself in research . In fact, these three different starting points, with different experiences and stories, make the very intent of the book real and concrete: critical knowledge and, above all, make the words of Jorge Luis Borges in concrete images that act as the guiding thread of the entire path taken by the authors and that is that sacred texts are a branch of literature. Words followed by those of Umberto Eco when he says that we must narrate about what we cannot theorize about.

Well, as a traveler I started my journey in this book and, as a curious traveler, I came out enriched.

Il grande romanzo dei Vangeli (Einaudi, 2019 e con la Repubblica, 2020) a cura di Corrado Augias e Giovanni Filoramo, from the beginning poses an essential question, although it may seem simple: as the Gospels would read a reader who does not know anything about it and faced with their content as if they were any books?

The dialogue between Augias and Filoramo builds a scaffold that, explaining the historical connections and also the doubts that may exist on the historical and philological chronology of the Gospels, makes the story of Jesus and of the many characters / personae who move around and together with him a depth that calls attention beyond the mere narration of events and if, on the one hand, the religious message of the Gospels is strongly affirmed, on the other, an ethical and even political vision of a possible society takes shape.

Turning the other cheek that is inspired by love for the commandments of God and not for the pacifism of contemporary non-violence, however, arises as a revolutionary modus vivendi compared to the usual forms of the relationship with others. It is on this scenario that the figure of Jesus, even his solitary death, stands out as a living example of a possible reality. He does the most incredible actions, but does not move a finger to save himself; it is the most evident model of his own preaching of turning the other cheek, and his fragility as anger become signs of his humanization.

Does it really matter whether he is or is not a child of God? Does it really matter whether he has or does not have brothers or sisters? Does it really matter that his birth is mysterious? What is the biggest mystery if not his tenacious search for the common good?

Il grande romanzo dei Vangeli (Einaudi, 2019 e con la Repubblica, 2020) a cura di Corrado Augias e Giovanni Filoramo, a book that gives no answers, but that raises many questions.

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