Salvatore Giordano: Guazzabuglio di stati selvaggi

Fin dal titolo è chiara l’intenzione dell’autore, mettere insieme tanti aspetti di una società che passa da una cosa all’altra senza scorgerne il filo conduttore, perché un filo conduttore c’è ed è la cecità, voluta o meno, che si auto rappresenta nel non saper (o non voler) ricomporre il puzzle di quello che nel quotidiano colpisce senza che si operino delle scelte.

Così, il libro di Salvatore Giordano, Guazzabuglio di stati selvaggi (Nulla die, 2018) narra degli eventi che ci circondano in brevi e sintetiche note che, se approfondite, possono aprire il mondo che sconvolge e privarci della nostra cecità per obbligarci a guardare bene quello che ci accade e che, in un verso o nell’altro, non può che richiedere una scelta.

È, il nostro, un tempo fatto di contraddizioni a ogni livello che sembrano modificarsi in continuazione per fare in modo che la verità sfugga a chi non vuole neanche provare a cercarla. Difatti, quello che si sviluppa sotto il nostro naso appare di un’ovvietà persino scandalosa, eppure resiste nell’ignominiosa ignoranza dei ciechi per scelta.

Guazzabuglio di stati selvaggi (Nulla die, 2018) più che un saggio appare come un block-note dell’autore che raccoglie pensieri misti e su vari temi, sebbene sempre focalizzato sui diritti delle persone, di ogni persona, e sul senso di giustizia che dovrebbero avvolgere la politica e ogni persona che, di fatto è politica, non fa politica, in quanto chiamata a operare delle scelte dalle cui conseguenze deriva non solo la propria esistenza, ma anche quella degli altri.

Salvatore Giordano usa uno stile diretto e crudo, simile a quello dei post sui social e tratta di temi fondamentali ai nostri giorni: violenza, guerre, politica, stato/mafia, Muos. Tanti temi essenziali il cui filo conduttore è il senso della resistenza come espresso dalla citazione dell’autore di Brecht se l’ingiustizia si fa legge, la resistenza è un dovere soprattutto perché, nelle parole del Giordano, nessuno di chi rivendica diritti, infatti, si sognerebbe di innalzare cartelli per limitare quelli degli altri solo perché diversi da com’è lui.

Salvatore Giordano, Guazzabuglio di stati selvaggi (Nulla die, 2018), un libro che merita di essere considerato poiché offre spunti di riflessione su temi quotidiani di rilevanza nazionale.

Right from the title it is clear the intention of the author, to put together many aspects of a society that passes from one thing to another without perceiving its common thread, because there is a common thread and it is blindness, whether desired or not, that it represents itself in not knowing (or not wanting) to recompose the puzzle of what is striking in everyday life without making choices.

Thus, Salvatore Giordano’s book, Guazzabuglio di stati selvaggi (Nulla die, 2018) narrates the events that surround us in short and concise notes which, if studied in depth, can open the world that upsets and deprive us of our blindness to force us to look good what happens to us and which, in one way or another, can only require a choice.

It is ours, a time made of contradictions at every level that seem to change continuously to make sure that the truth escapes those who do not even want to try to find it. In fact, what develops under our nose appears to be of an even scandalous obviousness, yet it resists in the ignominious ignorance of the blind by choice.

Salvatore Giordano, Guazzabuglio di stati selvaggi (Nulla die, 2018), more than an essay appears as a block-note of the author who collects mixed thoughts and on various themes, although always focused on the rights of the person, of each person, and on the sense of justice that they should envelop politics and every person who, in fact is politics, does not make politics, as it is called to make choices from the consequences of which not only its own existence derives, but also that of others.

Salvatore Giordano uses a direct and raw style, similar to that of social posts and deals with fundamental issues in our day: violence, wars, politics, state mafia, Muos. Many essential themes whose guiding thread is the sense of resistance as expressed by the quote by the author of Brecht if injustice becomes law, resistance is a duty above all because, in the words of the Jordan, none of those who claim rights, in fact, one would dream of raising signs to limit those of others only because they are different from how he is.

Salvatore Giordano, Guazzabuglio di stati selvaggi (Nulla die, 2018), a book that deserves to be considered because it offers food for thought on daily issues of national importance.

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