Salvatore Giordano: Ustica

Ustica è un’isola bellissima, baciata dal mare e dal sole, dalla pioggia e dal vento, accarezzata dagli scogli sui quali si perdono i sorrisi dei bagnanti… eppure, Ustica è ricordata soprattutto per la strage del 1980 quando un aereo di linea partito da Bologna e diretto a Palermo sparì nel Mar Tirreno. Ci furono 81 vittime la cui morte non ha avuto ancora giustizia, ma la cui fine atroce non dipese da un tragico incidente aereo in quanto furono coinvolti aerei militari. La verità resta ancora sospesa, la giustizia pure.

Ustica (Nulla die, 2012 e 2017) di Salvatore Giordano è anche un romanzo in cui la bellezza del luogo e la particolarità dei personaggi che interpretano la storia, diventano metafora della ricerca di verità non solo sulla strage, ma, in modo più caratteristico e ampliato, della connivenza comune tra Stato e mafia, tra potere e sopruso.81Hso4k7xHL

I personaggi sono diversi e ciascuno rappresenta un modo particolare di intendere e rappresentare la vita e il proprio impegno nella vita. Così incontriamo il malinconico, persino poetico Marcello Gurretta, anziano giornalista che ha dedicato alla ricerca della verità la sua vita e che per coerenza con tale impegno sarà ostracizzato e allontanato. Incontriamo la bella Elena, bella nonostante gli anni che passano, che, con la sua pensione Alla Bastiana, diventa il memoriale concreto del tempo che muta le persone senza riempire i vuoti del silenzio. C’è anche l’ambiguo Generale Marzio Tambuto, il simbolo di un potere venduto che non osserva i principi del diritto né quelli della ragione, ma solo quelli del potere, non importa quanto marcio sia. Si succedono altri protagonisti, tutti ospiti della pensione e tutti con il preciso ruolo di delineare aspetti diversi della vita spesso poco chiara e sommersa di chi la verità non la cerca ma, a differenza di Marcello Gurretta, cerca di occultarla.

Marcello Gurretta in Ustica (Nulla die, 2012 e 2017), come nel coro di una tragedia greca, apre e chiude la narrazione metaforicamente e anche fisicamente. I personaggi si alternano, ma ciascuno narra dello stesso periodo condiviso insieme agli altri ospiti della pensione Alla Bastiana. Ciascuno promuove la sua verità, perché, vedete, in questo romanzo, i cui personaggi definiti solo a tratti si alternano come in un gioco di scatole cinesi che prima sono svelate e poi richiuse esattamente nella stessa condizione iniziale (sebbene qualcosa cambi nelle vicende narrate dai singoli), la vera protagonista è la verità, di più, è protagonista la verità mancata.

Leggendo il romanzo, mi è sembrato di trovarmi dinanzi a una storia che può ripetersi in eterno, come nel teatro di S. Beckett di Waiting for Godot. Una storia che affida alla consapevolezza la possibilità del cambiamento, ma si ha davvero voglia di tale consapevolezza e di impegnarsi alla ricerca della verità?

Eppure, come dice l’autore, basta davvero poco a renderci felici, una felicità che non si costruisce sul silenzio, non sull’indifferenza, non sulla menzogna, ma sulla verità e sul coraggio di lottare per la verità perché anche se si è troppo vecchi e stanchi per combattere, si deve sempre avere fiato per non tacere.

 

Ustica is a beautiful island, kissed by the sea and the sun, rain and wind, caressed by the rocks on which the smiles of the bathers are lost … yet, Ustica is remembered above all for the massacre of 1980 when an airplane left Bologna and went to Palermo and disappeared in the Tyrrhenian Sea. There were 81 victims whose death has not yet had justice, but whose atrocious end did not depend on a tragic plane crash as military planes were involved. The truth is still suspended, justice as well.

Ustica (Nulla die, 2012 and 2017) by Salvatore Giordano is also a novel in which the beauty of the place and the particularity of the characters who interpret the story become a metaphor for the search for truth not only on the massacre, but in a more characteristic and expanded way , of the common connivance between State and mafia, between power and abuse.

The characters are different and each represents a particular way of understanding and representing life and one’s commitment to life. So we meet the melancholy, even poetic Marcello Gurretta, an elderly journalist who has dedicated his life to the search for truth and who will be ostracized and dismissed for consistency with this commitment. We meet the beautiful Elena, beautiful despite the passing years, who, with her Alla Bastiana pension, becomes the concrete memorial of time that changes people without filling the voids of silence. There is also the ambiguous General Marzio Tambuto, the symbol of a sold power that does not observe the principles of law or those of reason, but only those of power, no matter how rotten it is. Other protagonists succeed each other, all guests of the pension and all with the precise role of outlining different aspects of the often unclear and submerged life of those who do not seek the truth but, unlike Marcello Gurretta, try to hide it.

Marcello Gurretta in Ustica (Nulla die, 2012 and 2017), as in the chorus of a Greek tragedy, opens and closes the narrative metaphorically and also physically. The characters alternate, but each tells the same period shared with the other guests of the Alla Bastiana guesthouse. Each promotes its truth, because, you see, in this novel whose characters defined only at times alternate as in a game of Chinese boxes that are first revealed and then closed again in exactly the same initial condition (although something changes in the events narrated by the singles ), the real protagonist is the truth, moreover, the missing truth is the protagonist.

Reading the novel, I seemed to find myself faced with a story that can repeat itself forever, as in the Waiting for Godot theater of S. Beckett. A story that entrusts awareness with the possibility of change, but do you really want this awareness and commit yourself to the search for truth?

Yet, as the author says, very little is needed to make us happy, a happiness that is not built on silence, not on indifference, not on lies, but on truth and courage to fight for truth because even if you are too much old and tired to fight, one must always have breath to keep from being silent.

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