#ILoveWriting

#ILoveWriting I don’t know how it will end, and if it will ever end.

Writing is like an uncultivated field that you travel in search of seeds among the weeds and then you realize how precious those weeds are and that they also have a reason to live.

So, while you separate a thread from the other, in the patience of a job that requires time and precision, you can listen to yourself to the end and make room for the voices that come to you as you whisper … the wind in the grass, the rapid and precise step of the ants, the hum of insects that suck nectar from flowers, just as you request it from the life that belongs to you and to the one around you.

Imagine, then, your favorite sunset, or the dawn in whose light your destiny languishes; watch the moon, sister, and allow it to share your gaze, or let the sun caress your face and speak to your ear as you chase your way out of a dark night or into a light that frightens you. Finally, you hear the voice of the sea, breathe the scent of salt and perceive the flicker of fish or the lost cries of submerged voices.

You are there, you are passionate about the contradictions of this friendly and enemy nature, near and far, croaking or gentle, tenuous or violent. You are there and collect the beautiful and the ugly, the silence or the noise of life that flows and lives. You are there, listen and trust your secret while you entrust your life to the eternal voice of writing … so you are alive, so you live.

l.d.v. pervaded and inundated by the beauty of the deep sound of each letter that makes up each word that listens and narrates the life it tells itself.

#amoscrivere Non so come andrà a finire, e se mai finirà. La scrittura è come un campo incolto che percorri alla ricerca di semi tra le erbacce e poi ti accorgi di quanto preziose siano quelle stesse erbacce e che esse pure hanno una ragione per vivere. Allora, mentre separi un filo dall’altro, nella pazienza di un lavoro che richiede tempo e precisione, riesci ad ascoltare te stesso fino in fondo e fai spazio alle voci che ti giungono come sussurri… il vento tra l’erba, il passo rapido e preciso delle formiche, il ronzio degli insetti che succhiano nettare dai fiori, proprio come tu lo richiedi alla vita che ti appartiene e a quella che ti circonda. Immagini, allora, il tuo tramonto preferito, o l’alba alla cui luce langue il tuo destino; osservi la luna, sorella, e le consenti di condividere il tuo sguardo, oppure lasci che sia il sole a carezzare il tuo volto e a parlare al tuo orecchio mentre rincorri il tuo cammino fuori da una notte buia o dentro una luce che ti fa paura. Infine, odi la voce del mare, respiri il profumo di salsedine e percepisci il guizzare dei pesci o le grida perdute delle voci sommerse. Tu sei lì, ti appassioni alle contraddizioni di questa natura amica e nemica, vicina e lontana, gracchiante o gentile, tenue o violenta. Tu sei lì e raccogli il bello e il brutto, il silenzio o il fracasso della vita che scorre e vive. Tu sei lì, ascolti e confidi il tuo segreto mentre affidi la tua vita all’eterna voce della scrittura… così sei vivo, così vivi. 

l.d.v. pervasa e inondata dalla bellezza del suono profondo di ogni lettera che compone ogni parola che ascolta e narra la vita che racconta a se stessa.

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