Samuele Alinovi: Iceland

Iceland (Nulla die, 2020) di Samuele Alinovi è un giallo ambientato nelle fredde e misteriose terre del Nord, Islanda, dove ogni cosa, a cominciare dalla natura stessa può essere tutto e il suo contrario. Il ghiaccio può diventare improvviso fuoco e il giorno lunghissimo e eterno può trasformarsi nella notte dell’eternità dove i conflitti umani si incontrano e scontrano con quelli misteriosi e divini di una terra le cui tradizioni imprimono un segno sul presente come fossero continuazione e realizzazione di misteri che vengono da un lontano passato.

È così che i protagonisti della storia, di origini diverse per estrazione culturale e per il lavoro che svolgono, si incontrano a Iceland e man mano rivelano la propria identità e la ricerca, talvolta persino capricciosa, ma sempre segnata dalla durezza dell’esperienza personale e dalla difficoltà di superarla. È così che Rafael e Natan Terri dovranno fare i conti con la propria storia passata e in essa ritrovare, forse, la consapevolezza del presente e dare una svolta alla propria vita. È così che Gynt, un detective inglese di Reading, svolgerà la sua indagine che diventerà, forse, occasione per comprendere che non sempre ciò che ci appare razionale lo è.9788869152603_0_0_789_75

Eppure, l’incontro tra i personaggi principali e i locali che rappresentano la tradizione, non genera la soluzione del caso, anzi, il confronto tra razionale e irrazionale, o anche lo scontro tra spiritualità diverse non aggiungerà elementi alla soluzione del caso, ma incrementerà i dubbi e il timore.

Il caso, da cui origina la narrazione, è il ritrovamento del corpo di un ragazzo di 17 anni con evidenti segni di colluttazione forse dovuti alla caduta tra i ghiacciai e forse no, ma, soprattutto, che giace in posizione fetale e ha sul dorso un segno, come quattro linee parallele, come un graffio inciso sulla pelle la cui natura non è spiegabile. Saranno sufficienti gli indizi a risolvere la natura del caso? Quello che è certo è che la Natura di Iceland non resterà indifferente, saprà scegliere e ricomporre, talvolta aprire o serrare quello che gli uomini non sono capaci di fare.

Iceland (Nulla die, 2020) di Samuele Alinovi è un romanzo che unisce la passione per la bellezza della natura a quella per le tradizioni culturali e lo fa fin dal primo capitolo, anche prima che la narrazione inizi. Ogni capitolo, infatti, è segnato da una runa avviando così quel percorso di penetrazione di un mistero dal quale il lettore non potrà che lasciarsi coinvolgere.

 

Iceland (Nulla die, 2020) by Samuele Alinovi is a thriller set in the cold and mysterious lands of the North, Iceland, where everything, starting from nature itself, can be everything and its opposite. Ice can become sudden fire and the long and eternal day can turn into the night of eternity where human conflicts meet and clash with the mysterious and divine ones of a land whose traditions imprint a mark on the present as if they were continuation and realization of mysteries that come from a distant past.

This is how the protagonists of the story, of different origins for cultural extraction and for the work they do, meet in Iceland and gradually reveal their identity and research, sometimes even capricious, but always marked by the hardness of personal experience and from the difficulty of overcoming it. This is how Rafael and Natan and Terri will have to deal with their past history and in it, perhaps, rediscover awareness of the present and make a change in their lives. This is how Gynt, an English detective from Reading, will carry out his investigation which will perhaps become an occasion to understand that what seems rational is not always so.

Yet, the meeting between the main characters and the places that represent tradition does not generate the solution of the case, on the contrary, the comparison between rational and irrational, or even the clash between different spiritualities will not add elements to the solution of the case, but will increase the doubts and fear.

The case, from which the narration originates, is the discovery of the body of a 17-year-old boy with evident signs of scuffle perhaps due to the fall between the glaciers and perhaps not, but, above all, who lies in a fetal position and has on his back a sign, like four parallel lines, like a scratch engraved on the skin whose nature cannot be explained. Will the clues be sufficient to resolve the nature of the case? What is certain is that Iceland’s Nature will not remain indifferent, it will know how to choose and recompose, sometimes open or tighten what men are unable to do.

Iceland (Nulla die, 2020) by Samuele Alinovi is a novel that combines the passion for the beauty of nature with that for cultural traditions and it does so from the first chapter, even before the narration begins. Each chapter, in fact, is marked by a rune thus starting the path of penetration of a mystery from which the reader can only get involved.

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