Hate Is Inside

I had promised myself not to write about Silvia Romano, because the joy of her return is the most important thing of all and none of my words could add anything to this certainty.

And yet, now I write about it, but not for Silvia, as for all those who in the presumption of their ignorance are already transforming joy into hatred, acceptance into bullying, the virtual embrace in a herd that massacres the chosen victim.

You see, the defendant is not Silvia, but the prejudice of the blind and of those who claim to know what they do not know, to judge without understanding, to follow the attacker on duty without having the faintest idea of ​​what they are talking about.

This is what we need to talk about, it is this prejudice that must be put to the sedan, not Silvia, not her dress, not her conversion which I am not interested in discussing whether forced or not; what matters is that, according to our Constitution, her conversion cannot be a subject of discrimination and judgment, all the rest are things that belong to Silvia’s history and thoughts and choices.

In reality, the problem is not Silvia. When the hype around her is over, there will be another person or situation in which to discharge our hatred, just like we were herds of hyenas waiting for the weakness of the other to be able to devour the shreds.

The faith of a person makes no difference if it is practiced in respect for the other, it makes no difference her dress and the book on which one seeks the spirit of one’s research.

What matters is the person, loyalty and fidelity to the human spirit, the sharing of values ​​that keep the good of the human being in mind. The real terrorists are often those who stand as judges in the lives of the others and use all vexatious and disparaging forms in order to sow hatred.

 

Just to remember it:
Article 19
Everyone has the right to freely profess their religious faith in any form, individual or associated, to propagate it and to exercise its cult in private or in public, provided that these are not rituals contrary to morality.
Article 20
The ecclesiastical character and purpose of religion or worship of an association or institution cannot be the cause of special legislative limitations, nor of special tax liens for its constitution, legal capacity and any form of activity.

 

Mi ero ripromessa di non scrivere di Silvia, perché la gioia del suo ritorno è la cosa più importante di tutte e nessuna delle mie parole poteva aggiungere altro a questa certezza.
Eppure, ora ne scrivo, ma non per Silvia, quanto per tutti coloro che nella presunzione della propria ignoranza stanno già trasformando la gioia in odio, l’accoglienza in bullismo, l’abbraccio virtuale in branco che massacra la vittima prescelta.
Vedete, l’imputata non è Silvia, ma il pregiudizio dei ciechi e di coloro che pretendono di sapere ciò che non conoscono, di giudicare senza capire, di seguire l’aizzatore di turno senza avere la più pallida idea di che cosa si stia parlando.
È di questo che bisogna parlare, è questo pregiudizio che va messo alla berlina, non Silvia, non il suo abito, non la sua conversione della quale non mi interessa disquisire se forzata o meno; quello che conta è che, secondo la nostra Costituzione, la sua conversione non può essere argomento di discriminazione e giudizio, tutto il resto sono cose che appartengono alla storia e al pensiero e alle scelte di Silvia.
Il problema, in realtà, non è Silvia. Quando il clamore attorno a lei sarà finito, si troverà un’altra persona o situazione verso cui scaricare il proprio odio, proprio come fossimo branchi di iene che aspettano la debolezza dell’altro per poterne divorare i brandelli.
Non fa nessuna differenza la fede di una persona se è praticata nel rispetto dell’altro, non fa nessuna differenza il suo abito e il libro su cui si cerca lo spirito della propria ricerca.
Ciò che conta è la persona, la lealtà e la fedeltà allo spirito umano, la condivisione di valori che tengano presente il bene dell’essere umano. I veri terroristi, spesso, sono coloro che si ergono a giudici nella vita degli altri e usano tutte le forme vessatorie e denigratorie al fine di seminare odio.
 
Giusto per ricordarlo:
Articolo 19
Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.
Articolo 20
Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d’una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.

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