In Praise of Truth

There is a difficult balance between true and false, not to consider the possibly true and the probable false. In modern words we use to speak about fakes to describe those false news that people are very inclined to believe true.

What worries me is the increasing ability of people to lie and, even, to make you believe they are not doing. The consequence of this behavior is even more tragic than we would expect because it is becoming ever and ever difficult to distinguish the true from the false, the probable from the impossible, sincerity from deceit.

It seems our society is defining itself without recognizing the boundary between true and false and is even practicing its concreteness through a rough and mobile definition of the two terms. I mean that true ad false are no more visible attitudes, but they move and change disorderly according to the opinions of the one that at the moment is stronger because of his power, richness, the fear he is able to establish in order to support his predominance.

Is really this the society we want? The one we are suffering to build? If so, we are losing our time.

Truth is not goods for trading, it is an absolute, however different could be the expressions of its existence. Truth is linked to honesty and dignity, this is the reason why I love it. It is better to say the truth than following the false, however difficult sometimes truth could be.

 

Esiste un difficile equilibrio tra vero e falso, per non considerare il possibile vero e il probabile falso. In parole moderne usiamo parlare di fake per descrivere quelle false notizie che le persone sono molto inclini a credere vere.

Ciò che mi preoccupa è la crescente capacità delle persone di mentire e, persino, di far credere che non lo fanno. La conseguenza di questo comportamento è persino più tragica di quanto ci aspetteremmo perché sta diventando sempre più difficile distinguere il vero dal falso, il probabile dall’impossibile, la sincerità dall’inganno.

Sembra che la nostra società si stia definendo senza riconoscere il confine tra vero e falso e stia persino praticando la sua concretezza attraverso una definizione approssimativa e mobile dei due termini. Voglio dire che il vero e il falso non sono più atteggiamenti visibili, ma si muovono e cambiano disordinatamente secondo le opinioni di quello che al momento è più forte a causa del suo potere, ricchezza, la paura che è in grado di stabilire per sostenere il suo predominio.

È davvero questa la società che vogliamo? Quella che stiamo soffrendo per costruire? In tal caso, stiamo perdendo il nostro tempo.

La verità non è un bene per il commercio, è un assoluto, per quanto diverse possano essere le espressioni della sua esistenza. La verità è legata all’onestà e alla dignità, questa è la ragione per cui la amo. È meglio dire la verità che seguire il falso, per quanto a volte sia difficile la verità.

 

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