Salvatore Giordano: Tota Nostra

Amo la terra di Sicilia che, come la mia Campania, è di una bellezza struggente ma anche agonizzante.

Il libro di Salvatore Giordano, Tota Nostra (Edizioni Carlo Amore, 2007), anche nello stile narrativo usato, sembra farsi carico di una duplicità che è forse quella tra apparire ed essere che valica il confine del saggio, percorre le vie del romanzo senza essere né l’uno né l’altro, ma una profonda fusione tra i due generi. Si tratta, difatti, di un’analisi sociologica di un luogo e di uno stile di vita che è anche la storia stessa dei personaggi, mai delineati profondamente poiché, come in una sinfonia, tutti contribuiscono in egual misura a esprimere la dimensione e la prassi di Convicino,  piccola città della provincia siciliana, che è la protagonista reale e del saggio e della narrativa.

Il fatto che Convicino sia equidistante tra tutte le altre province e il fatto che la sua misura umana sia da ricercare in una serie di eventi che conducono tutti allo stesso sistema, non deve ingannare il lettore, poiché la ricerca sociologica, ammantata del mistero dell’iscrizione in latino sul gonfalone del paese, va ben oltre l’apparenza e disamina la profonda omertà e il silenzio che come un mantello copre ma anche nasconde la realtà….tota nostra… cosa nostra… ciò che appare è metafora di ciò che è nascosto, ma ciò che è nascosto è la realtà di ciò che appare.

La stessa epigrafe al testo di Salvatore Giordano, più amata e più crudele fra tutte le terre emerse, induce l’attenzione del lettore attento verso la duplicità di una terra che si rivela e si nasconde mentre ciò che è nascosto è accettato all’unanimità quanto ciò che si mostra, anzi, persino più di ciò che si mostra. Un ossimoro forte, chiaro –amata e crudele– attorno al quale ruota l’amore e il dolore di tutti coloro che amano questa terra.

Ho apprezzato molto in Tota Nostra (Edizioni Carlo Amore, 2007), l’abile ironia Unknowndell’autore, il linguaggio fluido e diretto, la consapevolezza di stare scrivendo più di un semplice romanzo pur rispettando le regole di quest’ultimo. Ogni capitolo sia nella prima che nella seconda parte è preceduto da una citazione che si fa guida del significato latente la narrazione diretta e di essa si fa esemplificazione mentre sviluppa una tesi.

Mi convince, e molto, l’idea che sottende l’intero percorso del libro e cioè che la verità, nella ricerca e nella vita, non  può mai essere un’astrazione individuale, ma il frutto di una quotidianità oggettiva che si mette in gioco in tutti i suoi aspetti e che, proprio in quanto frutto di incontri che crescono e mutano, dimostra quanto non si possa parlare più di una cultura come “propria” senza fare i conti con la molteplice realtà circostante che fluttua e muta.

Solo così il sentimento di estraneità che si può provare verso un luogo o una cultura si mostra nel pensiero di poter vedere le cose differentemente da chi è abituato a considerarle sempre nello stesso modo. È necessario questo pensiero diverso che capovolge e sconvolge e persino travolge l’anonimo uguale silenzioso e omertoso che percorre certi rituali consueti. L’infinito non si esaurisce nell’analisi del singolo oggetto. Mi sembrano queste le tracce da seguire per sviluppare una ricerca sociologica e umana che vada oltre l’apparenza e sappia riconoscere l’essenza.

Tota Nostra (Edizioni Carlo Amore, 2007) di Salvatore Giordano è un libro che suggerisco a chi voglia conoscere e percorrere la prassi della ricerca sociale e voglia farlo senza timore di scoprire che ciò che è noto non è che l’inizio rispetto a ciò che c’è da scoprire.

 

I love the land of Sicily which, like my Campania, is of a poignant but also agonizing beauty.

Salvatore Giordano’s book, Tota Nostra (Edizioni Carlo Amore, 2007), even in the narrative style used, seems to take on a duplicity which is perhaps that between appearing and being that crosses the boundary of the essay, runs through the streets of the novel without being neither, but a deep fusion between the two genres. It is, in fact, a sociological analysis of a place and a lifestyle that is also the story of the characters, never profoundly outlined because, as in a symphony, everyone contributes equally to expressing the dimension and the practice of Convicino, a small town in the Sicilian province, which is the real protagonist of the essay and narrative.

The fact that Convicino is equidistant between all the other provinces and the fact that its human measure is to be found in a series of events that all lead to the same system, must not deceive the reader, since sociological research, cloaked in the mystery of the inscription in Latin on the banner of the town,  goes far beyond appearance and examines the profound silence and the indifference that, like a cloak, covers but also hides reality …. tota nostra … cosa nostra … what appears is metaphor of what is hidden, but what is hidden is the reality of what appears.

The same epigraph to Salvatore Giordano’s text, most loved and most cruel of all the lands that emerged, induces the attention of the attentive reader towards the duplicity of a land that reveals and hides itself while what is hidden is accepted unanimously as what is shown, indeed, even more than what is shown. A strong, clear oxymoron – loved and cruel – around which the love and pain of all those who love this land revolve.

In Tota Nostra (Edizioni Carlo Amore, 2007), I really appreciated the author’s skillful irony, the fluid and direct language, the awareness of being writing more than just a novel while respecting the rules of the latter. Each chapter in both the first and the second part is preceded by a quote that makes direct narrative the guiding meaning of the latent meaning and exemplifies it while developing a thesis.

I am convinced, and very much, by the idea that underlies the entire path of the book and that is that the truth, in research and in life, can never be an individual abstraction, but the result of an objective everyday life that comes into play in all its aspects and which, just as the result of encounters that grow and change, shows how much we cannot speak more of a culture as “ours” without taking into account the multiple surrounding reality that fluctuates and changes.

Only in this way can the feeling of extraneousness that can be felt towards a place or a culture appear in the thought of being able to see things differently from those who are used to always considering them in the same way. This different thought is necessary, which overturns and upsets and even overwhelms the anonymous, silent and omertose equal that goes through certain usual rituals. The infinite does not end in the analysis of the single object. These seem to me the traces to follow to develop a sociological and human research that goes beyond appearance and knows how to recognize the essence.

Tota Nostra (Editions Carlo Amore, 2007) by Salvatore Giordano is a book that I suggest to those who want to know and follow the practice of social research and want to do it without fear of discovering that what is known is only the beginning with respect to what there is to discover.

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