The Time of the Enchantment

Time leaves traces on her face, but it has forgotten her heart that continues, like a baby, to smile in the wind and in that imaginary journey that takes it far away without any boundaries or habits. Free as a nightingale feather that lays down on the serene face of a child who dreams is her warrior heart, struggles its heartbeat, runs and jumps as if to reach the thread of that kite that will be able to lift it from its pains to lead it, graceful as a precious but human butterfly, towards those skies never visited, but dreamed and colored like transparent and fresh dew on the leaves of a cyclamen that praises the tenderness of the mild light and the fresh meadow in the woods. Here it is, the heart. It calms down, now, rests in the embrace of the morning which arises as a noble knight on the edge of time. Here it is, the heart. It leaps nimbly on the back of its steed and, lively and courageous, follows the paths of this fairy mountain which is life. Only, and alone, on the summit it will stop again to observe and love with its eyes every life that exists and that smiles at it on the blades of grass caressed by the wind, and on the leafy branches full of leaves as of hopes and promises of that oak which, solid and decisive, welcomes in its shadow the rest of the tired knight and consoles it whispering ancient melodies in its ear. In the clear blue sky the hawk takes off and shouts its pain as it flies, free, in the sigh of its enchantment.

 

Il tempo lascia tracce sul suo volto, ma ha dimenticato il suo cuore che continua, ragazzino, a sorridere al vento e a quel viaggio immaginario che lo porta lontano senza più confini né consuetudini. Libero come piuma di usignolo che si adagia sul volto sereno di un bambino che sogna è il cuore guerriero, si affanna il suo battito, corre e salta come per raggiungere il filo di quell’aquilone che sarà capace di sollevarlo dalle sue pene per condurlo, leggiadro come preziosa ma umana farfalla, verso quei cieli mai visitati, ma sognati e colorati come rugiada trasparente e fresca sulle foglie di un ciclamino che inneggia alla tenerezza della luce mite e del fresco prato nel bosco. Eccolo, il cuore. Si placa, ora, riposa nell’abbraccio del mattino che sorge quale nobile cavaliere ai confini del tempo. Eccolo, il cuore. Salta agile sul dorso del suo destriero e, vivace e coraggioso, percorre i sentieri di questa montagna fatata che è la vita. Solo, e da solo, sulla cima si fermerà ancora per osservare e amare con lo sguardo ogni vita che c’è e che gli sorride sui fili d’erba accarezzati dal vento, e sui rami frondosi e carichi di foglie come di speranze e promesse di quella quercia che, solida e decisa, accoglie alla sua ombra il riposo del cavaliere stanco e lo consola, gli sussurra all’orecchio antiche melodie. Nel cielo terso e azzurro il falco si alza in volo e grida il suo dolore mentre vola, libero, nel sospiro del suo incanto.

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