J.R.R. Tolkien: La caduta di Artù. L’incantesimo della lingua di Tolkien

Savor the magical beauty of these few words to describe the entire inner world of this king, Arthur, betrayed and deceived, as Tolkien narrates it in “The fall of Arthur”. He writes: “A while then Arthur /white with anger /there sat in silence. Pale face of anger, can you perceive the profound beauty of this expression? Pale because the news causes him pain, he feels bad, but he also feels anger along with the pain because he has been betrayed. He remains seated in silence and he really seems to be able to feel that silence which is not only the silence of words, but the void of Arthur that transforms everything around him into silence. Imagine how silence is possible in a warrior camp? In a cold land, where the wind blows and the leaves of the trees jump in the wind telling their story? Can you imagine this stillness in a place where nature dominates and where men’s hearts are bent by its strength? Yet, it is so. The angry pallor of Arthur which is despair, crying, but also reaction and rebellion, can put everything to rest. All this in these few words that, thanks to the Anglo-Saxon use of the pause, also graphic at the center of each verse, make that silence even more visible, real, concrete, while alliteration seems to repeat it like an echo of the meaning and emotion. Look and feel it within you this pain of Arthur:

“A while then Arthur      white with anger
there sat in silence”.    Thus sudden fortune 

 

Assaporate la bellezza magica di queste poche parole per descrivere tutto il mondo interiore di questo uomo re, Artù, tradito e ingannato, così come Tolkien lo narra ne “La caduta di Artù”. Scrive: “Pallido il volto di rabbia, rimase Artù seduto in silenzio”. Pallido il volto di rabbia, riuscite a percepire la bellezza profonda di questa espressione? Pallido perché la notizia gli provoca dolore, si sente male, ma prova anche rabbia insieme al dolore perché è stato tradito. Resta seduto in silenzio e sembra davvero di poterlo sentire quel silenzio che non è solo il silenzio delle parole, ma il vuoto di Artù che trasforma in silenzio tutto ciò che lo circonda. Immaginate come sia possibile il silenzio in un accampamento di guerrieri? In una terra fredda, dove il vento soffia e le foglie degli alberi sussultano al vento raccontando la loro storia? La immaginate possibile questa immobilità in un luogo dove la natura domina e dove il cuore degli uomini è piegato dalla sua forza? Eppure, è così. Il pallore rabbioso di Artù che è sconforto, pianto, ma anche reazione e ribellione, può mettere ogni cosa a tacere. Tutto questo in queste poche parole che, in lingua originale sono ancora di meno e che, grazie all’uso anglosassone della pausa anche grafica al centro di ogni verso, rendono ancora più visibile, reale, concreto quel silenzio, mentre l’allitterazione sembra ripeterne come un’eco il significato e il turbamento. Guardate e sentitelo dentro di voi questo dolore di Artù:
“A while then Arthur /white with anger
there sat in silence”. /Thus sudden fortune
Mamma mia che bellezza! Semplicemente meraviglioso!

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