The Day After Tomorrow

How will we be tomorrow? How will we get out of all this silence? Will we be able to give voice back to ourselves? And that ourselves to whom we will give voice will be the true ourselves, the fragile and frightened one, struck and torn, yet courageous and patient, tenacious and consistent, or will we wear the mask of that always superficial appearance to which over time we have abandoned our human dimension ?
The joy of returning to being free, although I do not believe that a free spirit can be imprisoned even in the present condition, will bear the sign of the lack, of the void, of the absence of those who have died even if their affection does not belong to us? Will we be able to discover a common dimension after so much solitude, or will we dive back to the bottom of our individualism?

I do not know what will happen tomorrow, I only know that I hope that everyone will treasure all this emptiness and do not forget to be part of a reality and a life that does not discriminate the old from the young, the rich from the poor, the religious from the atheist, one faith from the other, one color from the other, one person from the other.
I only hope that we will be able to make choices of unification and peace, since the “war” we are going through could repeat itself and must not find us divided and unprepared.

Nobody saves himself by himself.

 

Come saremo domani? Come usciremo da tutto questo silenzio? Saremo capaci di ridare voce a noi stessi? E quel noi stessi cui daremo voce sarà il vero noi stessi, quello fragile e spaventato, colpito e lacerato, eppure coraggiozo e paziente, tenace e persevarante, oppure indosseremo la maschera di quella superficiale apparenza cui nel tempo abbiamo abbandonato la nostra dimensione umana?
La gioia di tornare a essere liberi, sebbene io non credo si possa imprigionare uno spirito libero neanche nella condizione attuale, porterà il segno della mancanza, del vuoto, dell’assenza di coloro che non ce l’hanno fatta anche se non ci appartiene il loro affetto?
Saremo capaci di scoprire una dimensione comunitaria dopo tanata solitudine, oppure ci tufferemo di nuovo fino in fondo al nostro individualismo?
Io non so cosa accadrà domani, so solo che spero che ciascuno faccia tesoro di tutto questo vuoto e non dimentichi di essere parte di una realtà e di una vita che non discrimina il vecchio dal giovane, il ricco dal povero, il religioso dall’ateo, una fede dall’altra, un colore dall’altro, una persona dall’altra.
Spero solo che saremo in grado di fare scelte di unificazione e pace, poiché la “guerra” che stiamo vivendo potrebbe ripetersi e non deve trovarci divisi e impreparati.

Nessuno si salva da solo.

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