Matilde Serao: Leggende napoletane

Le “Leggende napoletane” (GR edizioni, 1994) di Matilde Serao è una raccolta di leggende che l’autrice scrive affascinata dalla bellezza, ma anche dal mistero di una città come Napoli. Una città dove il buio e la luce, l’alto e il basso, il diritto e il rovescio, l’arte e la vita comune si fondono in un unico bagliore e si spengono nella stessa frequente solitudine.

Così, grazie alle parole della Serao, gli edifici, i paesaggi e la natura stessa raccontano storie che colpiscono il pensiero e la fantasia, ma che anche includo una denuncia sottile e costante dello stato di abbandono al quale la città, tramite la sua immensa bellezza, prova a mettere riparo.

Le “Leggende napoletane” (GR edizioni, 1994) di Matilde Serao è un libro piacevole da leggere, un libro che incuriosisce mentre obbliga a raccogliere il pensiero e a guardare oltre le apparenze.phpThumb_generated_thumbnailjpg

“Sono belli i bimbi napoletani e ridono e giuocano come tutti gli altri bimbi del mondo; ma non vogliono alla sera stare quieti sotto il lume della lampada, se la giovane madre , o la gentile sorellina, o la nonna dagli occhiali d’oro, o la zia che lavora di calza, non racconta loro una storia, una bella e lunga storia che faccia spalancare i loro occhioni, sino a che il sonno li faccia diventare piccoli piccoli. Sono così, tutti i bimbi del mondo? (…) I bimbi sono belli, amando le storielle e sono indulgenti col narratore…” così scrive la Serao nella sua leggenda “Provvidenza, Buona speranza (leggenda dei bimbi)”, eppure non di sola spensierata innocenza si racconta in questa leggenda, ma della capacità dei bambini di comprendere ciò che non viene detto e di saper amare ciò che nessuno ama. Perché? Perché chi conosce sofferenza, sofferenza comprende e ama; perché chi conosce l’orrore e la povertà placa il suo dolore e sa accogliere e sperare.

“(…) la figura di Provvidenza, buona speranza e l’annuncio del suo arrivo serve ancora a calmare gli strilli dei piccoli impertinenti, ad asciugare le lacrime dei piagnolosi ed a far addormentare quelli troppo vivaci che hanno la pessima abitudine di vegliare tardi, senza sapere che il sonno… I bimbi dormono”, conclude la Serao nello stesso racconto.

Questa è la Napoli raccontata dalla Serao, anche attraverso le sue leggende, una Napoli inquieta, curiosa, ma una Napoli che sa sperare e attendere, una Napoli che sa gioire e aspettare.

 

The “Leggende napoletane” ” (GR edizioni, 1994) by Matilde Serao is a collection of legends that the author writes fascinated by beauty, but also by the mystery of a city like Naples. A city where darkness and light,  high and low,  right and  reverse, art and common life merge in a single glow and go out in the same frequent solitude.

So, thanks to the words of Serao, buildings, landscapes and nature itself tell stories that affect thought and imagination, but which also include a subtle and constant denunciation of the state of abandonment to which the city, through its immense beauty , try to shelter.

Matilde Serao’s “Leggende napoletane”  (GR editions, 1994) is a pleasant book to read, a book that intrigues while obliging you to gather your thoughts and look beyond appearances.

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“Sono belli i bimbi napoletani e ridono e giuocano come tutti gli altri bimbi del mondo; ma non vogliono alla sera stare quieti sotto il lume della lampada, se la giovane madre , o la gentile sorellina, o la nonna dagli occhiali d’oro, o la zia che lavora di calza, non racconta loro una storia, una bella e lunga storia che faccia spalancare i loro occhioni, sino a che il sonno li faccia diventare piccoli piccoli. Sono così, tutti i bimbi del mondo? (…) I bimbi sono belli, amando le storielle e sono indulgenti col narratore…” so Serao writes in her legend  “Provvidenza, Buona speranza (leggenda dei bimbi)”, yet not only of carefree innocence is told in this legend, but the ability of children to understand what is not said and to know how to love what nobody loves. Why? Because who knows suffering, suffering understands and loves; because who knows horror and poverty calms his pain and knows how to welcome and hope.

“(…) la figura di Provvidenza, buona speranza e l’annuncio del suo arrivo serve ancora a calmare gli strilli dei piccoli impertinenti, ad asciugare le lacrime dei piagnolosi ed a far addormentare quelli troppo vivaci che hanno la pessima abitudine di vegliare tardi, senza sapere che il sonno… I bimbi dormono”, Serao concludes in the same story.

This is the Naples told by Serao, also through her legends, a restless, curious Naples, but a Naples that can hope and wait, a Naples that can rejoice and wait.

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