Matilde Serao: Il ventre di Napoli

Il ventre di Napoli, di Matilde Serao, nella nuova edizione di Nulla die (2020) con prefazione di Antonella Santarelli, è un classico della letteratura, ma è anche un libro che non può mancare nella nostra biblioteca personale perché racconta una storia reale, vissuta dall’interno, con anima consapevole anche delle brutture oltre che delle bellezze di una città, Napoli, che resta ancora e nonostante tutto un città a misura d’uomo.matilde-serao-il-ventre-di-napoli

L’autrice, Matilde Serao, fondatrice insieme a Edoardo Scarfoglio, suo marito, de Il Mattino di Napoli, è una donna forte e coraggiosa, una donna che non teme le vicissitudini né tanto meno ha paura di affrontare direttamente le ingiustizie che colpiscono la sua città.

È così che nasce questo scritto, Il ventre di Napoli, da un episodio realmente accaduto cui la Serao, con articoli e denunce della reale condizione napoletana che nel 1884 fu devastata e distrutta da una violenta epidemia di colera, si oppone con la forza e la victis di una donna diretta e assoluta.

In seguito all’epidemia, infatti, venne in visita a Napoli il Ministro Agostino De Pretis che dichiarò:«Bisogna sventrare Napoli», intendendo con questa asserzione una forma di «risanamento» edilizio che, difatti, modificò definitivamente i quartieri storici della città senza però sanarne le difficoltà economiche e sociali.

La Serao si rivolge a De Pretis accusandolo di non conoscere il vero ventre di Napoli essendosi appena accostato alla città che vuole sventrare, una città che, in realtà non dovrebbe essere sventrata ma rifatta, poiché non si possono eliminare i mali di una società semplicemente distruggendone e disperdendone le difficoltà.

La Serao, allora, accompagna i lettori in un viaggio minuzioso della città affinché possano davvero conoscerla e riconoscerla. Descrive ogni via e vicolo lasciando che siano gli odori e i colori a completare la percezione di questi percorsi che non sono solo strade e vie, ma la vita della gente che vi vive.

Il ventre di Napoli, di Matilde Serao, nella nuova edizione di Nulla die (2020), è diviso in tre parti: la prima, scritta nel 1884, vede la Serao lontana da Napoli, ma prostrata dalle voci di orrore, pietà e dolore per il flagello (il colera) che attraversava e dilaniava la città e il suo popolo; la seconda, scritta venti anni dopo, in cui si descrive una città più tranquilla, ma anche più sfiduciata; la terza, contemporanea alla scrittura, in cui la Serao esprime dolore e nostalgia per un ideale di giustizia e pietà che possa tornare a elevare ed esaltare il popolo napoletano.

Il ventre di Napoli, di Matilde Serao, nella nuova edizione di Nulla die (2020) è un libro che raccoglie mille aspetti, ma una sola voce, il desiderio di riscatto del popolo martoriato.

 

Il ventre di Napoli, di Matilde Serao, in the new edition by Nulla die (2020) with a preface by Antonella Santarelli, is a classic of the literature, but it is also a book that can not miss in our personal library because it tells a real story, lived from the inside, with a soul also aware of the ugliness as well as the beauty of a city, Naples, which still remains and despite everything a city on a human scale.

The author, Matilde Serao, founder with Edoardo Scarfoglio, her husband, of  Il Mattino di Napoli, is a strong and courageous woman, a woman who does not fear the vicissitudes nor much less is afraid to face directly the injustices that affect her city.

This is how this writing, Il ventre di Napoli, was born from an episode that really happened to which Serao, with articles and complaints of the real Neapolitan condition which in 1884 was devastated and destroyed by a violent cholera epidemic, opposes with force and victis of a direct and absolute woman.

Following the epidemic, in fact, Minister Agostino De Pretis came to visit Naples, who declared: “We must disembowel Naples”, meaning with this assertion a form of “renovation” of the building which, in fact, definitively changed the historic districts of the city without however, to heal their economic and social difficulties.

Serao turns to De Pretis accusing him of not knowing the true belly of Naples, having just approached the city he wants to disembowel, a city that, in reality, should not be disemboweled but rebuilt, since the evils of a society cannot be eliminated simply by destroying them and dispersing the difficulties.

Serao then accompanies the readers on a meticulous journey through the city so that they can really get to know it and recognize it. It describes each street and alley leaving the smells and colors to complete the perception of these paths which are not only roads and streets, but the life of the people who live there.

Il ventre di Napoli, di Matilde Serao, in the new edition by Nulla die (2020) is divided into three parts: the first, written in 1884, sees Serao far from Naples, but prostrated by the voices of horror, pity and pain for the scourge (cholera) that crossed and torn the city and its people; the second, written twenty years later, which describes a quieter, but also more disheartened city; the third, contemporary to writing, in which Serao expresses pain and nostalgia for an ideal of justice and piety that can return to uplift and exalt the Neapolitan people.

Il ventre di Napoli, by Matilde Serao, in the new edition of Nulla die (2020) is a book that gathers a thousand aspects, but a single voice, the desire for redemption of the tormented people.

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