Amélie Nothomb: Sete

Sete di Amélie Nothomb (Voland, 2019), è la storia narrata in prima persona di Gesù nell’ultimo giorno della sua vita.

La narrazione è rapida, sebbene talvolta sia necessario fermarsi e tornare indietro per comprendere pienamente, ed è proprio questo esercizio del tornare indietro che rende la meritata pienezza al significato della narrazione che affianca e contrasta la storia nota, la discute e la mette in dubbio, ma, soprattutto, interroga e chiede a ciascuno la consapevolezza della propria parte di “spettatori” in una vicenda che ha coinvolto tutti, ciascuno a suo modo e nel suo credo, ma cui nessuno è veramente in grado di dare risposta, in un verso o nell’altro.

Sete di Amélie Nothomb (Voland, 2019), è come un flusso di coscienza che avvolge la verità umana della persona Gesù e la porge a ciascuno senza la pretesa di essere per forza condivisa, ma nella certezza che rendere umana la verità di questa storia possa dare significato maggiore alle scelte personali.sete

Non si tratta di spiritualità ma di vita. Non si tratta di onnipotenza ma di umanità. Non si tratta di appagamento ma di sete.

Questa sete è il filo conduttore, questa necessità di continuare a provare il bisogno di assetarsi e il disagio di avere sete. Che cosa ci deve soddisfare? Il placare la sete o il continuare a provarla? Se tutti fossimo dissetati, che cosa ci resterebbe da desiderare?

È una metafora bellissima, dal mio punto di vista, una metafora che superare la logica comune e che, sebbene sembri contrastare le parole di Gesù nel Vangelo, la parabola della Samaritana «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna», invita tutti, invece, a essere parte costante e continua della vita che nell’acqua si rinnova.

La sete, non è tradimento o resa, la sete è coscienza di doversi chiedere di più.

Sete di Amélie Nothomb (Voland, 2019), un libro che sebbene possa apparire “trasgressivo”, riporta ciascuno dinanzi alla propria sete.

 

Sete by Amélie Nothomb (Voland, 2019), is the story told in first person of Jesus on the last day of his life.

The narration is rapid, although sometimes it is necessary to stop and go back to fully understand, and it is precisely this exercise of going back that makes the deserved fullness to the meaning of the narration that supports and contrasts the known history, discusses it and questions it, but, above all,  questions and asks each of us the awareness of our own part of “spectators” in a story that has involved everyone, each in his own way and in his belief, but to which nobody is truly able to answer, in a way or in the other.

Sete by Amélie Nothomb (Voland, 2019), is like a flux of consciousness that envelops the human truth of the person Jesus and gives it to each one without pretending to be necessarily shared, but in the certainty that making human the truth of this story can give greater meaning to any personal choice.

It is not about spirituality but about life. It is not about omnipotence but about humanity. It is not a question of contentment but of thirst.

This thirst is the common thread, this need to continue to feel the need to thirst and the discomfort of being thirsty. What must satisfy us? Quenching thirst or continuing to try it? If we were all thirst-quenched, what would we have left to desire?

It is a beautiful metaphor, from my point of view, a metaphor that goes beyond common logic and that, although it seems to contrast the words of Jesus in the Gospel, the parable of the Samaritan woman “Anyone who drinks this water will be thirsty again; but whoever drinks the water that I will give him will never be thirsty forever. Indeed, the water that I will give him will become in him a source of water that gushes for eternal life “, invites everyone, however, to be a constant and continuous part of the life that is renewed in water.

Thirst is not betrayal or surrender, thirst is awareness of having to ask for more.

Sete by Amélie Nothomb (Voland, 2019), a book that although it may appear “transgressive”, brings everyone back to his own thirst.

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