Being Responsible

There is a way of dealing with reality which is called responsibility and which means staying clear and aware of your choices in everyday life.

Continuous choices that invite you to pay attention to many small details that we had forgotten, choices that do not concern only ourselves, but all the others starting with those who are close to us up to those whose face is not even known, but whose hands, at this moment, are industrious and active to save those lives that while for us they are only a number more, for them they are the distance between life and death, the joy of being able to help and the pain for do not even have time to suffer because there is already another life on the stretcher asking for help.

I am speaking of the doctors, nurses, health personnel and all those who are called to do their work responsibly and who do not have, like we do, the opportunity to choose to protect themselves.

I am speaking of the doctors and all those people who, in a war unwanted or sought after, must in any case arm themselves with their courage and abandon their affections – children, wives, companions, parents – around which they would like to huddle to protect them and assure them that everything will be fine, but they cannot because their duty, despite the cuts, the difficulties, the need sometimes even to invent and improvise masks to protect themselves, their duty is to stay close to those who get sick, sometimes owe to their own neglect of not having respected the rules.

Yes, even in the safety of our houses, we are responsible to these people and responsibly in every way we must convey our time so that it does not aggravate the situation and does not make it more difficult for them and for us to overcome this moment.

My invitation is to responsibility, which means being able to give the right answer (able to respond) to the current difficulties.

We will do it, we will win, we will remember with pain everything that is happening, but they, the doctors, will forever carry in their hearts the memory of what they have been able and not able, the gaze of those who live and those who die, the anxiety of those who wait to be healed and those who, silent, die.

An invitation to responsibility is the minimum, an invitation to conscience is already one step higher. We are not individuals, but people who share the same time.

 

C’è un modo di affrontare la realtà che si chiama responsabilità e significa restare lucidi e consapevoli delle proprie scelte nel quotidiano.

Scelte continue che invitano a fare caso a tanti piccoli particolari di cui ci eravamo dimenticati, scelte che non riguardano solo noi stessi, ma tutti gli altri a cominciare con quelli che ci sono accanto fino ad arrivare a quelli il cui volto neanche si conosce, ma le cui mani, in questo momento, sono operose e attive per salvare quelle vite che mentre per noi sono solo un numero in più, per loro sono la distanza tra la vita e la morte, la gioia di essere riusciti ad aiutare e il dolore per non avere neanche il tempo di soffrire perché sulla barella c’è già un’altra vita che chiede aiuto.

Parlo dei medici, degli infermieri, del personale sanitario e di tutti coloro che sono chiamati a fare responsabilmente il proprio lavoro e che non hanno, come noi, la possibilità di scegliere di proteggersi.

Parlo dei medici e di tutte quelle persone che, in una guerra non voluta né cercata, devono comunque armarsi del proprio coraggio e abbandonare i propri affetti -figli, mogli, compagne, genitori- attorno ai quali vorrebbero stringersi per proteggerli e assicurare loro che tutto andrà bene, ma non possono perché il loro dovere, nonostante i tagli, le difficoltà, la necessità talvolta persino di inventare e improvvisare delle mascherine per proteggersi, il loro dovere è restare accanto a chi si ammala, talvolta per l’incuria di non aver rispettato le regole.

Ecco, anche al sicuro delle nostre case, noi siamo responsabili verso queste persone e responsabilmente in ogni modo dobbiamo veicolare il nostro tempo affinché non aggravi la situazione e non renda per loro e per noi più difficile superare questo momento.

L’invito è alla responsabilità, che significa essere capaci di dare la risposta giusta (abili alla risposta) alle difficoltà attuali.

Noi ce la faremo, noi vinceremo, noi ricorderemo con dolore tutto quello che sta accadendo, ma loro, i medici, porteranno per sempre nel cuore la memoria di ciò che hanno potuto e non potuto, lo sguardo di chi vive e di chi muore, l’affanno di chi aspetta di guarire e di chi, silenzioso, muore.

Un invito alla responsabilità è il minimo, un invito alla coscienza è già un gradino più in alto. Non siamo individui, ma persone che condividono lo stesso tempo.

2 pensieri su “Being Responsible

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.