A chain of Concrete Cultural Solidarity

I understand and approve, even though it makes me suffer, the cancellation of events (book presentations and much more) that is currently upsetting our daily lives.

I approve because I believe it is responsible.

I think, however, that it is also responsible to create a circle of concrete solidarity around all those bookshops, especially small, those publishing houses, especially small, those writers, especially small, who, following such a decision, will certainly be damaged.

What can we actually do?

If an event is postponed, however, let yourself be intrigued by the book and order it in the reference library (where you can pick it up avoiding confusion) or on the website of the publishing house.

Of course, it is not the same as talking and meeting an author, but the moment is difficult and you can also meet first through the words of a book.

It is the right time to read a lot and travel through the stories or reflections in which there is often no time to dive.

I do not hide that I, as a writer, have the same difficulty as readers. Being able to look people in the eyes at presentations, being able to listen to their comments and shake their hands is, for me, a moment of sharing so profound that few things can replace.

Yet, at this moment, responsibility must prevail, we must abandon all narcissism and guarantee everyone the serenity and composure that each book deserves.

A book is made by a chain of people who embrace it – who writes, who publishes, who sells, who reads, who reviews – we can not break this chain and renew its strength with the warmth of responsibility.

Here it is, let’s not break this chain, let’s ensure that the bond that binds us to each other could be stronger and stronger than the transitory difficult moment.

 

Comprendo e approvo, sebbene mi faccia soffrire, l’annullamento di eventi (presentazioni di libri e tanto altro) che in questo momento sconvolge un po’ il nostro quotidiano.

Approvo poiché credo che sia responsabile.

Penso, però, che sia anche responsabile creare un circolo di solidarietà concreta attorno a tutte quelle librerie, soprattutto piccole, a quelle case editrici, soprattutto piccole, a quegli scrittori, soprattutto piccoli, che, in seguito a una tale decisione, avranno certamente dei danni.

Che cosa fare concretamente?

Se un evento è rimandato, lasciatevi comunque incuriosire dal libro e ordinatelo nella libreria di riferimento (dove potrete ritirarlo evitando che ci sia confusione) o sul sito della casa editrice.

Certo, non è la stessa cosa che parlare e incontrare un autore, ma il momento è difficile e ci si può anche incontrare prima attraverso le parole di un libro.

È il momento giusto per leggere molto e viaggiare nelle storie o nelle riflessioni nelle quali spesso non si trova il tempo di immergersi.

Non nascondo che io, come scrittrice, ho la stessa difficoltà dei lettori. Poter guardare negli occhi le persone alle presentazioni, poter ascoltare i loro commenti e stringere le loro mani è, per me, un momento di condivisione così profondo che poche cose possono sostituire.

Eppure, in questo momento, la responsabilità deve prevalere, bisogna abbandonare ogni narcisismo e garantire a tutti la serenità e la compostezza che ogni libro merita.

Un libro è fatto da una catena di persone che lo abbracciano -chi scrive, chi pubblica, chi vende, chi legge, chi recensisce- possiamo non spezzare questa catena e rinnovare la sua forza con il calore della responsabilità.

Ecco, non spezziamo questa catena, facciamo in modo che il legame che ci vincola gli uni agli altri possa essere più solido e forte del transitorio momento difficile.

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