When Reading Becomes a Resource

This morning I have found an e-mail whose content is worth discussing, not because of the compliments it contains, but because of the thought expressed which, thanks to my novel «Il vento trascina» (Nulla die, 2020), suggests the author of the letter some new perspectives and points of observation of the human life.loredana-de-vita-il-vento-trascina-

This is, in fact, one of the main points. My reader writes that «(…) we have got used to stories where at the end nothing remains nor of the characters nor of the story itself. When I started reading “Il vento trascina” I thought to find myself in the same condition. Yet, I was wrong. The book obliged me to speak to myself and to confront myself with my own behavior. I liked it very much».

As a writer as well as a reader I cannot but say the same. When I read I need to find a voice speaking to my deepest feelings; unfortunately, this is not always possible because for many writings and readings have become a market place. I believe that writers should think about this before defining themselves as such. I do.

Following, my reader writes «I needed to be sure that your kind of writing was not a single case, so I read others of your books, both the novel and essays, and I found myself immersed in the necessity to cope with myself, I found what I wanted, I found the input to not renounce believing that a different point of view, one not stereotyped, was still possible. I found it in your books and I wish I could continue to confront with your words and your thoughts  which have been for me the energy I needed to interpret the life we live on the protagonist’s side and not as a passive victim of the times. Thank you».80639025_2653691554744140_5620841270986407936_n

You can imagine my emotion. Of course, I felt my honest work had reached a good result, but, above all, I perceived the responsibility not to betray my reader’s feeling.

If, as I always affirm, writing is testifying, also reading is. Writing as well reading are a resource to give each other hopes and never stop to look for that humanity that still exists.

 

Questa mattina ho trovato un’e-mail il cui contenuto merita di essere discusso, non per i complimenti che contiene, ma per il pensiero espresso che, grazie al mio romanzo «Il vento trascina» (Nulla die, 2020), suggerisce all’autore della lettera nuove prospettive e punti di osservazione della vita umana.

Questo è, in effetti, uno dei punti principali. Il mio lettore scrive che «(…) ci siamo abituati a storie in cui alla fine non rimane nulla né dei personaggi né della storia stessa. Quando ho iniziato a leggere “Il vento trascina” ho pensato di trovarmi nelle stesse condizioni. Tuttavia, mi sbagliavo. Il libro mi ha costretto a parlare con me stesso e confrontarmi con il mio comportamento. Mi è piaciuto molto ».

Come scrittore e come lettore non posso che dire lo stesso. Quando leggo ho bisogno di trovare una voce che parli ai miei sentimenti più profondi, sfortunatamente, questo non è sempre possibile perché per molti scrivere e leggere sono diventati un mercato. Credo che gli scrittori dovrebbero pensarci prima di definirsi tali. Io lo faccio.

Di seguito, il mio lettore scrive: “Avevo bisogno di essere sicuro che il suo tipo di scrittura non fosse un singolo caso, quindi ho letto altri suoi libri, sia romanzi che saggi, e mi sono ritrovato immerso nella necessità di affrontare me stesso, io ho trovato quello che volevo, ho trovato l’input per non rinunciare a credere che fosse ancora possibile un diverso punto di vista, uno non stereotipato. L’ho trovato nei suoi libri e vorrei poter continuare a confrontarmi con le sue parole e i suoi pensieri che sono stati per me l’energia di cui avevo bisogno per interpretare la vita che viviamo dalla parte del protagonista e non come una vittima passiva dei tempi. Grazie”.

Naturalmente, potete immaginare l’emozione. Ho sentito che il mio onesto lavoro aveva raggiunto un buon risultato, ma soprattutto ho percepito la responsabilità di non tradire il sentimento del mio lettore.

Se, come ho sempre affermato, scrivere è testimoniare, anche la lettura lo è. Scrivere e leggere sono una risorsa per sperare e non smettere mai di cercare quell’umanità che esiste ancora.

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