Comina e Losurdo con Ágnes Heller: Il demone dell’amore

Il demone dell’amore (Gabrielli, 2019) di Francesco Comina e Genny Losurdo con Ágnes Heller, è un dialogo serrato sull’amore nel quale, attraverso la letteratura e la filosofia, i tre convitati a questo banchetto delle emozioni cercano di comprendere che cosa sia davvero l’amore.9635013

È difficile definire l’amore, eros, tanto che ci si chiede se esista ancora così come la cultura classica lo ha rappresentato o se quel pargolo innocente con i suoi dardi lanciati a caso, abbia in realtà smarrito la propria innocenza «(…) intimorito e raggelato da un mondo che ha fatto dell’amore un’altra etichetta del mercato globale».

Non ci sono dubbi che l’amore infiammi, ma che cosa è l’amore se non bisogno di comunicazione quanto disposizione emozionale disposto ad accogliere emozioni vicine all’amore (gelosia, odio, tristezza, risentimento, gioia, vergogna)? L’amore, infatti, non è amore se non stimola sentimenti di reciprocità e scambio o se non consente di riconoscere qualità individuali che sono visibili solo agli occhi di chi ama.

Eppure, oltre che come eros, l’amore si manifesta anche come philia, cioè come amicizia la cui bellezza è indubitabile, o, ancora, come agape cioè come amore ablativo che nulla chiede se non di amare anche senza ritorno. Non è possibile, poi, dialogare di amore se non riferendosi anche alla relazione tra Eros Thanatos.

Il dialogo si sviluppa all’interno di un monastero, intervallato dalle conferenze di Ágnes Heller in diverse città italiane. Ogni suo ritorno al monastero, ogni istante in cui si riprende il dialogo sembra creare un continuum ininterrotto di trasmissione e creazione di bellezza che si riflette nelle parole, nei libri, nelle citazioni, ma anche nella splendida natura che circonda il monastero, nel lago e nel silenzio.

Comina e  Losurdo nel dialogo con la Heller, si distaccano per un attimo dalla letteratura e guardano al presente di un tempo contemporaneo che appare ostile all’amore nelle sue diverse declinazioni di eros, philia, agape;  si tratta di un mondo in cui i sentimento e le emozioni sembrano essersi alienate, aver dato più spazio alla quantità che alla qualità, un tempo in cui l’uso dei social sembra aver eliminato la profondità delle relazioni.

La visione di Heller non appare così pessimista, sebbene sia indubitabile che la nostra società sia ostica alle emozioni poiché taglia i legami. In realtà, conclude Ágnes Heller, «l’amore ci sarà sempre finché vivrà l’uomo (…) non esiste risposta unica su che cosa sia l’amore», l’amore, semplicemente, è. Ciò che conta è la capacità di «coniugare amore, libertà e responsabilità» affinché la nostra memoria non sia riferita solo a noi stessi, ma alla relazione che siamo in grado di costruire insieme agli altri.

Il saggio, Il demone dell’amore. La grande filosofa al cospetto di un sentimento che infiamma, (Gabrielli, 2019) di Francesco Comina e Genny Losurdo con Ágnes Heller, contiene un intervento della Heller in occasione dei 90 anni dalla nascita di Anna Frank, Anna Frank in una goccia l’oceano di umanità i nostri 90 anni: lei sommersa io salvata. In esso lo spessore umano della Heller si unisce a quello culturale su un’esperienza vissuta e sofferta con strazio, ma anche con il coraggio di vivere e sopravvivere in una memoria che si rende attiva.

«Indifferenza, invidia, gelosia sono in sé elementi della cattiveria e sono pure gli elementi su cui fa leva la dittatura» conclude la Heller, sia questo il monito e il suggerimento per una rotta migliore.

 

Il demone dell’amore (Gabrielli, 2019) by Francesco Comina and Genny Losurdo with Ágnes Heller, is a close dialogue about love in which, through literature and philosophy, the three guests at this banquet of emotions try to understand what is really love.

It is difficult to define love, eros, in fact it requires us to ask ourselves if it still exists as classical culture has represented it or if that innocent child with his darts thrown at random, has actually lost his innocence «(…) intimorito e raggelato da un mondo che ha fatto dell’amore un’altra etichetta del mercato globale»..

There is no doubt that love inflames, but what is love if not the need of communication as much as an emotional disposition willing to welcome emotions close to love (jealousy, hate, sadness, resentment, joy, shame)? In fact, love is not love if it does not stimulate feelings of reciprocity and exchange or if it does not allow to recognize individual qualities that are visible only to the eyes of those who love.

Yet, as well as as eros, love also manifests itself as philia, that is, as friendship whose beauty is indubitable, or, again, as agape, that is, as oblational love that asks nothing but to love even without return. It is not possible, then, to talk about love if not referring also to the relationship between Eros and Thanatos.

The dialogue develops within a monastery, interspersed with the conferences of Ágnes Heller in various Italian cities. Every return to the monastery, every moment in which the dialogue resumes, seems to create an uninterrupted continuum of transmission and creation of beauty that is reflected in words, books, quotes, but also in the splendid nature that surrounds the monastery, in the lake and in the silence.

Comina and Losurdo in dialogue with Heller, detach themselves for a moment from literature and look at the present of a contemporary time that appears hostile to love in its various forms of eros, philia, agape; it is a world in which feelings and emotions seem to have alienated, giving more space to quantity than quality, a time in which the use of social media seems to have eliminated the depth of any relationships.

Heller’s vision does not appear so pessimistic, although it is indubitable that our society is difficult for emotions because it cuts ties. In reality, concludes Ágnes Heller, «l’amore ci sarà sempre finché vivrà l’uomo (…) non esiste risposta unica su che cosa sia l’amore», love simply is. What matters is the ability to «coniugare amore, libertà e responsabilità» so that our memory does not refer only to ourselves, but to the relationship that we are able to build together with others.

The essay, Il demone dell’amore. La grande filosofa al cospetto di un sentimento che infiamma,  (Gabrielli, 2019) by Francesco Comina and Genny Losurdo with Ágnes Heller, contains an intervention by Heller on the occasion of the 90 years since the birth of Anne Frank, Anna Frank in una goccia l’oceano di umanità i nostri 90 anni: lei sommersa io salvata. In it the human depth of Heller joins that cultural on an experience lived and suffered with agony, but also with the courage to live and survive in a memory that becomes active.

«Indifferenza, invidia, gelosia sono in sé elementi della cattiveria e sono pure gli elementi su cui fa leva la dittatura» concludes Heller, be this both the warning and the suggestion for a better route.

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