The Labyrinth of Our Discontent

Don’t fall in the trap of the evil ignorance, please! Don’t do that!  Ignorance is a damage to every society not its appreciation and praise.

Distrust those who use culture as a weapon against their imaginary enemy, and focus your attention on the mistake they do when they quoth immortal books or thoughts changing them in order to make you believe they are prepared, they have a knowledge, they are the right ones to guide you.

On the contrary, they are our exploiters, they are those who modify those books and those thoughts, although they do not understand their meaning, in order we fall in their traps as to consent them to close us in the labyrinth of our discontent as well as of our same ignorance.

One of the most cited books in these days is «1984» written by the acute and astonishing dystopian vision of George Orwell. The problem is not the reference to the book, one of my favorite, but the wrong and deceitful interpretation of the same given to confuse those who, in turn, do not choose to recur to the source and act their dissent.

It is unbelievable to me to see that the one who is used to interpret perfectly the negative role of the Big Brother is using this dystopia to confirm is ideas and powers.

My suggestion is to set ourselves free from this labyrinth and do not consent ignorance to act the law against everyone except One.

 

Non cadete nella trappola dell’ignoranza malvagia, per favore! Non fatelo! L’ignoranza è un danno per ogni società, non il suo apprezzamento e lode.

Diffidate di coloro che usano la cultura come arma contro il loro nemico immaginario e focalizzate la vostra attenzione sull’errore che fanno quando citano libri  o pensieri immortali che trasformano per far credere di essere preparati, di avere una conoscenza, di essere quelli giusti per guidarvi.

Al contrario, sono loro i nostri sfruttatori, sono quelli che modificano quei libri e quei pensieri, anche se non ne capiscono il significato, al fine di farci cadere nelle loro trappole per consentire loro di chiuderci nel labirinto del nostro malcontento come anche in quello della nostra stessa ignoranza.

Uno dei libri più citati in questi giorni è il «1984», scritto dalla visione acuta e sorprendentemente distopica di George Orwell. Il problema non è il riferimento al libro, uno dei miei preferiti, ma l’interpretazione sbagliata e ingannevole dello stesso data per confondere coloro che, a loro volta, non scelgono di ricorrere alla fonte e di attuare il dissenso.

È incredibile per me vedere che chi è abituato a interpretare perfettamente il ruolo negativo del Grande Fratello stia usando questa distopia per confermare le sue idee e i suoi poteri.

Il mio suggerimento è di liberarci da questo labirinto e di non consentire all’ignoranza di agire come legge contro tutti tranne Uno.

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