The Shield

Since we were children we have learnt we needed to protect ourselves from the others; these others that by the time have become the monsters of our future alienated life.

I remember once, when I accompanied my elder child to his first day of school, that the first thing a teacher said to the moved and anxious parents waiting outside the corridor  was “Did you teach them to defend themselves? If so, be quiet!”. She smiled, but I did not.

I had started teaching my son about his rights which were the same the other children had; I had prepared my son to be sociable and to respect teachers and children; I had told him that nothing wrong could happen to him because thanks to the teachers’ mediation any possible conflict could be resolved; I had assured him that staying with the others would have become a pleasant and interesting adventure. Yet, I was worried now.

I did not teach my child to protect himself from the others, not to be ungentle with them to impose himself! The school supplies I had prepared for him did not include any kind of weapon nor any shield! Was my son unprepared to go to school, then? I feared that! Yet, by the time I understood that the teacher was wrong and even enough silly. My son had no weapons, no shields or armor, but his ability to communicate and his curiosity to learn have made of him a very acculturated and above all reliable man.

The problem is this: many are those who believe that we need shields to protect ourselves, only a few understand that those shields are weapons to attack and separate. Many prepare themselves to a war when leaving their house every morning as if every day were a battle against someone and not an adventure to build a life together with the others. The one they wear is a useless shield.

I do not wear shields, the person I am is a strong person because she does not need to be protected nor to attack. I am a simple person who has maintained her curiosity to learn and her joy to share. I am born free and free I will die.

 

Sin da  bambini abbiamo imparato che dovevamo proteggerci dagli altri; questi altri che nel tempo sono diventati i mostri della nostra futura vita alienata.

Ricordo una volta, quando accompagnai mio figlio maggiore al suo primo giorno di scuola, che la prima cosa che un insegnante disse ai genitori commossi e ansiosi che aspettavano fuori dal corridoio fu “Avete insegnato loro a difendersi? Se è così, state tranquilli!”. Lei sorrise, ma io no.

Avevo iniziato a insegnare a mio figlio i suoi diritti che erano gli stessi degli altri bambini; avevo preparato mio figlio a essere socievole e a rispettare gli insegnanti e i bambini; gli avevo detto che non gli sarebbe potuto succedere nulla di male perché grazie alla mediazione degli insegnanti ogni possibile conflitto poteva essere risolto; gli avevo assicurato che stare con gli altri sarebbe diventata un’avventura piacevole e interessante. Eppure, ero preoccupata adesso.

Non ho insegnato a mio figlio a proteggersi dagli altri, a non essere scortese con loro per imporsi! I materiali scolastici che avevo preparato per lui non includevano alcun tipo di arma né scudo! Mio figlio era impreparato ad andare a scuola, allora? L’ho temuto! Eppure, con il tempo ho capito che l’insegnante aveva torto ed era persino abbastanza sciocca. Mio figlio non aveva armi, né scudi né armature, ma la sua capacità di comunicare e la sua curiosità di apprendere lo hanno reso un uomo molto acculturato e soprattutto affidabile.

Il problema è questo: molti sono quelli che credono che abbiamo bisogno di scudi per proteggerci, solo pochi capiscono che quegli scudi sono armi per attaccare e separare. Molti si preparano a una guerra quando escono di casa ogni mattina come se ogni giorno fosse una battaglia contro qualcuno e non un’avventura per costruire una vita insieme agli altri. Quello che indossano è uno scudo inutile.

Io non indosso scudi, la persona che sono è una persona forte perché non ha bisogno di essere protetta né di attaccare. Sono una persona semplice che ha mantenuto la sua curiosità di imparare e la sua gioia di condividere. Sono nata libera e libera morirò.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.