Veiled Existences

Ours are nothing but veiled existences because a veil we have worn between us and the truth.

It is easy pretending not to see what is there beyond that veil, something that we know well, but that we di not want to recognize, our surrender. In the same act of our pretension we hang another veil out around us to better hide the inconsistence of our fears, though they are set to become our narrowest prison.

We veil our eyes and hears and mouth not to see, hear and say those things we should dissent, those things that require our full dissent, those things that ask not to fall in the unforgivable mistake to consider ourselves free because the others are not.

We are closing ourselves in thicker and thicker veils  in order not to pronounce any word   in favor of those who are suffering, but we do not understand that we re suffering of a different pain, however strong, the consequence of the silence and of the indifference, which is a pain but also a guilt.

We suppose to be protected by our veiled existences, yet we forget to consider we are not but the next in the mind of those who proclaim the right to decide who has to live and who has to die.

 

Le nostre non sono altro che esistenze velate a causa del velo che abbiamo indossato tra noi e la verità.

È facile fingere di non vedere cosa c’è oltre quel velo, qualcosa che conosciamo bene, ma che non vogliamo riconoscere, la nostra resa. Nell’atto stesso della nostra pretesa stendiamo un altro velo intorno a noi per nascondere meglio l’incoerenza delle nostre paure, sebbene esse siano destinate a diventare la nostra prigione più stretta.

Noi veliamo i nostri occhi, le nostre orecchie e la nostra bocca per non vedere, ascoltare e dire quelle cose su cui dovremmo dissentire, quelle cose che richiedono il nostro pieno dissenso, quelle cose che chiedono di non cadere nell’errore imperdonabile di considerarci liberi perché gli altri non lo sono.

Ci stiamo chiudendo in veli sempre più spessi per non pronunciare alcuna parola a favore di coloro che stanno soffrendo, ma non capiamo che stiamo soffrendo di un dolore diverso, per quanto forte, la conseguenza del silenzio e dell’indifferenza, che è un dolore ma anche un senso di colpa.

Supponiamo di essere protetti dalle nostre velate esistenze, ma dimentichiamo di considerare che non siamo altro che il prossimo nella mente di coloro che proclamano il diritto di decidere chi deve vivere e chi deve morire.

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