Lilia Ianeva Satta: Frutto

Le parole sono immagini che d’improvviso diventano tridimensionali e percorrono con chi legge non solo il suo pensiero, ma anche la sua stessa vita.

Questa la prima impressione che ho percepito leggendo questa cara e, credo, sofferta, raccolta di versi scritta di Lilia Ianeva Satta nel suo “Frutto. Haiku” (Edizioni Esarmonia, 2019).1047527_Cop

Non ho dimestichezza con i versi, né competenza, mi lascio trascinare dalle emozioni affinché segnino e lascino in me significati profondi che appartengono a quel mio sé nascosto che, talvolta e grazie a versi così semplici e incisivi, si riscopre persino come un animo poetico.

“Frutto”, non poteva chiamarsi altrimenti questo volumetto anche esteticamente bello grazie alle immagini che lo accompagnano sia ad opera dell’autrice stessa, sia per mano di Vinzenz Senoner.

Leggendo ho sentito che c’è tenerezza da parte dell’autrice nell’osservare la natura e il mondo che la circonda, ma c’è anche concretezza  nel descrivere delle emozioni universali che divengono individuali e viceversa.

Emozioni che sono più di semplici emozioni, ma fatti, eventi non detti, ma vissuti che sanno diventare unici e capaci di trasportare chi legge nella loro cadenza ritmica e sincera, come quella dei versi qui presentati che non sembrano finire, ma ricominciare e continuare nel primo di cui sono contemporaneamente conclusione e inizio senza esaurirsi mai mentre procedono nel per sempre.

Lilia Ianeva Satta scrive, in uno dei suoi haiku, che la luce è una cosa da cogliere. Lilia, definendo, per me, la tangibilità dell’intangibile, la realtà di una bellezza che rifulge se impariamo a notarla nel quotidiano semplice e comune che ci appartiene.IMG_1078

L’intera raccolta, “Frutto. Haiku” (Edizioni Esarmonia, 2019), mi sembra costituire una sorta di cerchio della vita nel quale ciascuno sa, se vuole, di poter realizzare la propria armonia …attesa…delusione…speranza…rinascita… le note alte e quelle basse sul pentagramma del nostro esistere.

È bello lasciarsi trasportare dalla voce silente di questi haiku, è bello poter scoprire che sono un po’ anche la tua stessa voce.

 

Words are images that suddenly become three-dimensional and travel with whoever is reading, not only his thought, but also his life.

This is the first impression that I perceived by reading this dear and, I believe, suffered, collection of verses written by Lilia Ianeva Satta in her “Frutto. Haiku” (Editions Esarmonia, 2019).

I am not familiar with the verses, nor competent at all, but I let myself be dragged by the emotions so that they mark and leave deep meanings in me that belong to that hidden self of mine that, sometimes and thanks to such simple and incisive verses, even a poetic soul is rediscovered.

“Frutto”, could not otherwise be called this book also aesthetically beautiful thanks to the images that accompany it both by the author herself, and by the hand of Vinzenz Senoner.

Reading I felt that there is tenderness on the part of the author in observing the nature and the world around her, but there is also concreteness in describing the universal emotions that become individual and vice versa.

Emotions that are more than simple emotions, but facts, unsaid events, but experiences that can become unique and capable of transporting the reader in their rhythmic and sincere cadence, like that of the verses presented here that do not seem to end, but to start over and continue in the the first of which they are both the conclusion and the beginning without ever running out as they go on forever.

Lilia Ianeva Satta writes in one of her haiku that light is something to be grasped. Lilia, defining, for me, the tangibility of the intangible, the reality of a beauty that shines if we learn to notice it in the simple and common everyday life which belongs to us.

The whole collection, “Frutto. Haiku” (Esarmonia Editions, 2019), seems to me to constitute a sort of circle of life in which everyone knows, if he wants, to be able to achieve his own harmony …waiting…disappointment…hope…rebirth… the high and low notes on the pentagram of our existence.

It’s nice to let yourself be carried away by the silent voice of these haiku, it’s nice to be able to find out that they are also your own voice.

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