Where Are We going?

I think this is an important question each one should ask itself: where are we going?

In the pretension to move freely because the world belongs to us, we have closed ourselves in the prison of the worst discontent we could have caused: fear.

Fear of everyone and everything. The open borders we believed in survive only in the memory of those few idealists who still continue to walk the bare path of awarenesses although everything around them seems to drag their strength in the which tries to swallow them in its moving sand.

Where are we going, then? Is it still possible in the 2020s to think that violence could be the measure of the power we exercise over the others? Yes, it is , the facts tell us this, it is horrible, but it is a fact!

Where are we going? Have we already forgotten the pleasure of being good which has become the motto of these days of celebrations?

The truth is that we are who we are and it is not a celebration that can change the way we are, although those famous idealists, I am among them, continue to hope they could see realized that dream of peace where no person needs to be afraid of the others, where no action is followed by a dangerous reaction because every action is for the best and not the worst.

Where are we going? I do not like this place of falsity, I cannot bear the superficiality used to hurt the others, I cannot understand the reason why to provoke resentment and other violence.

Where are we going? Please, let’s join from all over the world to stop peacefully this unreasonable violence and hate! Please, intellectuals and not intellectuals, artists and not artists, elevated as well as common people, let’s marry together the cause for peace, for the future of our young and the present of everyone! Please, let’s join together our voices, because each voice is a voice worth to be heard and echoed.

Where are we going? Please, I want to live here and everywhere with all of you!

 

Penso che questa sia una domanda importante che ognuno dovrebbe porsi: dove stiamo andando?

Nella pretesa di muoversi liberamente perché il mondo ci appartiene, ci siamo chiusi nella prigione del peggior malcontento che avremmo potuto causare: la paura.

Paura di tutti e di tutto. I confini aperti in cui credevamo sopravvivono solo nella memoria di quei pochi idealisti che continuano ancora a percorrere il sentiero nudo delle coscienze, sebbene tutto ciò che li circonda sembri trascinare la loro forza nel tentativo di ingoiarli nelle sue sabbie mobili.

Dove stiamo andando, allora? È ancora possibile, negli anni 2020, pensare che la violenza possa essere la misura del potere che esercitiamo sugli altri? Sì, lo è, i fatti ci dicono questo, è orribile, ma è un dato di fatto!

Dove stiamo andando? Abbiamo già dimenticato il piacere di essere buoni che è diventato il motto di questi giorni di celebrazioni?

La verità è che siamo ciò che siamo e non è una celebrazione che può cambiare il modo in cui siamo, anche se quei famosi idealisti, io sono tra questi, continuano a sperare che possano vedere realizzato quel sogno di pace dove nessuna persona debba avere paura degli altri, dove nessuna azione è seguita da una reazione pericolosa perché ogni azione è per il meglio e non per il peggio.

Dove stiamo andando? Non mi piace questo posto di falsità, non posso sopportare la superficialità usata per ferire gli altri, non riesco a capire il motivo per cui provocare risentimento e altra violenza.

Dove stiamo andando? Per favore, uniamoci da tutto il mondo per fermare pacificamente questa violenza e odio senza ragione! Per favore, intellettuali e non intellettuali, artisti e non artisti, persone elevate e persone comuni, sposiamo la causa della pace,del futuro dei nostri giovani e del presente per tutti! Per favore, uniamo le nostre voci, perché ogni voce è una voce che merita di essere ascoltata e ripetuta.

Dove stiamo andando? Per favore, io voglio vivere qui e ovunque con tutti voi!

2 pensieri su “Where Are We going?

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