Sardines as a Sign of Dissent

The picture is from Repubblica.it, Naples, piazza Dante, 30th November 2019

As you probably know, the flux of conscience usually follows simple routes to declare its content, however difficult could be its recognition in the middle of the many different and contrasting voices which try to confuse the essence of your thought. Yet, at last, that essence cannot be hidden longer and it wears the simple clothes of truth.

So it is for this flux of people, the people of the sardines, who have suddenly understood that to continue to be silent without opposing our dissent could only oblige to an excess of confusion overweighted by the complex and dangerous increase of the indifference.

What really matters, apart the opposition to the policy of oppression and solid disrespect for the people which passes through the words and actions of the human beasts who are trying to dissolve the spirit of man (the spirit of everyman), is the acquisition of a new awareness which consists in setting ourselves free from any kind of oppression (even our own indifferent being submitted to the mass in order to avoid any quarrel) and decide to return to understand what dissent means.

Dissent is never a violence, its weapons are not weapons of war. Dissent is the clarity and the courage to get our own responsible part in the society we live in without devolving our role to others who could use our consent to their own favor at least, and against any human respect at the worst.

What really matters is not to invent an enemy, but to tell those who do not love freedom and share but oppression and command  and who impose this with a fearful climate, that they are wrong, they are the wrong ones because freedom still exists and chooses the humble weapons of irony and culture to oppose the obscurantist and ignorant fear they want to widespread in order to submit the free will and the free spirit of those who still believe in a human possibility for the human beings.

The image takes an account not only of the many people who want a different kind of voice and who choose to be different, but it is also the metaphor of a new culture which tries to take its shape without screaming useless, without screaming against, without screaming to cover the voices of the others, without screaming to impose their violence, but because they are willing to start a new course in politics, society and life which could take people together, however simple they are, and together ban hate and violence.

I like this picture emblematically under the protection of the statue of Dante Alighieri, father of the Italian culture, and I hope in the birth of a new more peaceful culture of policy and society.

 

Come probabilmente saprete, il flusso di coscienza di solito segue percorsi semplici per dichiararne il contenuto, per quanto difficile potrebbe essere il suo riconoscimento nel mezzo di molte voci diverse e contrastanti che cercano di confondere l’essenza del tuo pensiero. Eppure, finalmente, quell’essenza non può essere nascosta più a lungo e indossa i semplici abiti della verità.

Lo stesso vale per questo flusso di persone, il popolo delle sardine, che hanno improvvisamente capito che continuare a tacere senza opporre il nostro dissenso non può che obbligare a un eccesso di confusione aggravato dal complesso e pericoloso aumento dell’indifferenza.

Ciò che conta davvero, a parte l’opposizione alla politica di oppressione e di solida mancanza di rispetto per il popolo che passa attraverso le parole e le azioni delle bestie umane che stanno cercando di dissolvere lo spirito dell’uomo (lo spirito di ogni uomo), è l’acquisizione di una nuova consapevolezza che consiste nel liberarci da qualsiasi tipo di oppressione (anche il nostro indifferente essere sottomesso alla massa per evitare qualsiasi lite) e decidere di tornare a capire cosa significa dissenso.

Il dissenso non è mai una violenza, le sue armi non sono armi di guerra. Il dissenso è la chiarezza e il coraggio di fare la nostra parte responsabile nella società in cui viviamo senza devolvere il nostro ruolo ad altri che potrebbero usare il nostro consenso almeno a proprio favore e contro qualsiasi rispetto umano nel peggiore dei casi.

Ciò che conta davvero non è inventare un nemico, ma dire a coloro che non amano la libertà e la condivisione ma l’oppressione e il comando e che impongono questo con un clima spaventoso, che hanno torto, sono loro quelli sbagliati perché la libertà esiste ancora e sceglie le umili armi dell’ ironia e della cultura per contrastare l’oscurantista e ignorante paura che vogliono diffondere per sottomettere il libero arbitrio e lo spirito libero di coloro che ancora credono in una possibilità umana per gli esseri umani.

L’immagine tiene conto non solo delle molte persone che vogliono un diverso tipo di voce e che scelgono di essere diverse, ma è anche la metafora di una nuova cultura che cerca di prendere forma senza urlare inutilmente, senza urlare contro, senza urlare per coprire le voci degli altri, senza urlare per imporre la loro violenza, ma perché sono disposti a iniziare un nuovo corso in politica, nella società e nella vita che potrebbe unire le persone, per quanto semplici siano, e vietare insieme l’odio e la violenza.

Mi piace questa foto emblematicamente sotto la protezione della statua di Dante Alighieri, padre della cultura italiana, e spero nella nascita di una nuova cultura più pacifica della politica e della società.

 

L’immagine è da Repubblica.it, Naples, piazza Dante, 30 Novembre 2019

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