To Be A Magnet

Yesterday I was told that I am “a magnet of sweetness”.

Words that for me have had an important meaning because they were pronounced precisely by those young people who are usually considered not able to recognize sweetness, demonstrating not only that appearances are deceiving, but that what the young seek is perhaps something rare.

I do not know if I am really so sweet, it is a definition that often accompanies me and that always amazes me being very strict even with myself; I know, however, that it would be really nice to be such an object that attracts such a dormant virtue.

I would really like to be able to call back to sweetness and tenderness, to be able to instill kindness and show that a good and non-violent world can still be possible.

Sweetness, tenderness, fragility, are never synonymous with weakness, but strength, because it is thanks to them that it is possible to build positive and assertive relationships.

We are now accustomed to violence and aggression that lead to nothing but other violence and aggression to hatred towards anyone other than us; it would not hurt to re-evaluate the ways of communicating that really connect people, despite the cultural, ideological or any kind of differences that are part of our individual and community realities.

Being catalysts of good and communication, of exchange and dialogue, of reciprocity and listening is perhaps the key to a human dimension, positive and honest, of our being and living.

 

Ieri mi è stato detto che sono «una calamita di dolcezza».

Parole che per me hanno avuto un significato importante perché pronunciate proprio da quei giovani che usualmente vengono ritenuti non in grado di riconoscere la dolcezza, a dimostrazione non solo che le apparenze ingannano, ma che ciò che i ragazzi cercano è forse qualcosa di raro.

Non so se io sia davvero così dolce, è una definizione che spesso mi accompagna e che mi meraviglia sempre essendo io molto severa anche con me stessa; so, però, che sarebbe davvero bello poter essere un tale oggetto che attrae una tale sopita virtù.

Mi piacerebbe davvero poter richiamare alla dolcezza e alla tenerezza, poter infondere la gentilezza e mostrare che un mondo buono e non violento possa ancora essere possibile.

Dolcezza, tenerezza, fragilità, non sono mai sinonimi di debolezza, ma punti di forza, poiché è grazie ad essi che è possibile costruire relazioni positive e assertive.

Siamo ormai abituati alla violenza e all’aggressività che non portano a nulla se non ad altra violenza e aggressività fino all’odio verso chiunque che non sia noi; non sarebbe male rivalutare le modalità di comunicazione che mettono davvero in relazione le persone, nonostante le differenze culturali, ideologiche o di qualsiasi tipo che fanno parte delle nostre realtà sia individuali che comunitarie.

Essere catalizzatori di bene e di comunicazione, di scambio e di dialogo, di reciprocità e ascolto è forse la chiave a una dimensione umana, positiva e onesta, del nostro essere e vivere.

2 pensieri su “To Be A Magnet

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