Recomposing Identities

We should learn to put ourselves in others’ shoes, but we should also learn to watch at ourselves with our own eyes as well. In a few but impressive words, that means to be true.

I don’t think it could be a contradiction, because I suppose that nor the others nor ourselves should be in contrast among them and with the reality.

Wearing others’ shoes means not to judge but understand the reasons of the others, to watch at ourselves with our own eyes means  not to become what the others want us to become, but to remain loyal to our being.

One thing does not exclude the other because the aim of our living should be the research for truth and not the pretension to be true as we usually do.

Recomposing the identities means to open a honesty based dialogue where the ones and the others could have the opportunity to tell and confront their own truth without fearing to be suppressed, but also with a mind open enough to welcome others’ opinions and together decide to choose.

It seems that this practical rule of respect among the people has been forgotten in order to allow abuses of power to rule and govern. I still think we have the opportunity to change, but we can only if each side abandons its thirst for power and decides to share their existence.

 

Dovremmo imparare a metterci nei panni degli altri, ma dovremmo anche imparare a guardare a noi stessi con i nostri occhi. In poche ma essenziali  parole, ciò significa essere veri.

Non penso che potrebbe essere una contraddizione, perché suppongo che né gli altri né noi stessi dovrebbero essere in contrasto tra loro e la realtà.

Mettersi nei panni degli altri significa non giudicare, ma comprendere le ragioni degli altri; guardarsi con i propri occhi significa non diventare ciò che gli altri vogliono che diventiamo, ma rimanere fedeli al nostro essere.

Una cosa non esclude l’altra perché lo scopo della nostra vita dovrebbe essere la ricerca della verità e non la pretesa di verità come facciamo di solito.

Ricomporre le identità significa aprire un dialogo basato sull’onestà in cui gli uni e gli altri possano avere l’opportunità di dire e confrontarsi con la propria verità senza temere di essere soppressi, ma anche con una mente abbastanza aperta da accogliere le opinioni degli altri e insieme decidere di scegliere.

Sembra che questa regola pratica di rispetto tra le persone sia stata dimenticata per consentire agli abusi di potere di governare e e fare le regole. Penso ancora che abbiamo l’opportunità di cambiare, ma possiamo solo se ogni parte abbandona la sua sete di potere e decide di condividere la propria esistenza.

Un pensiero su “Recomposing Identities

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.