The Sea We Don’t Want To Sail

Since centuries, the sea has always represented the opening to new horizons, to a new life made up of meetings, culture, conflicts to face and resolve; it has always been close to our imaginary with its perils, pirates, mysterious creatures, storms and sea tempests, waves and whales, shipwrecks and shipwrecked.

Sea has always been the opportunity we did not know, the one whose desire for has meant we are still alive and in search of those human adventures where, once landed, every person could become the lighthouse to which address our own expectations.

Sea has always been like the bridges on the land, where the emptiness of the earth or that of the sea has always added something magical to our journey. What counted the most was not the destination of our expectations, but the travel itself with the many discoveries each one could do about itself or the others.

Unfortunately, though apparently the same vision, romantic enough, has survived, men have built new moral divisions (which ethic are not) between those are worth crossing the sea and those who are condemned to lay at its bottom without even their names could be remembered or, at least, known.

The sea we sail today is a part of a different project and destination according to which side of the sea you are.

On the right side, you can travel your cruise with every comfort and more, with the opportunity to enjoy the travel and daydream about the stories of pirates you read or dreamt when you were a child.

On the wrong side of the sea, instead, your travel is everything but comfortable, you cannot enjoy your travel because you cannot remember what joy is, you try to daydream about the lands which could set you free and the people who is going to welcome you, but you do this while your are prisoners of those violent pirates who are probably condemning you to a certain death.

At last, it is easy enough to realize which sea we don’t want to sail, it is the one others are sailing because of desperation while we are annoyed by their presence which could remind us about the responsibility of our silence and indifference towards their dreams.

While we enjoy the beauty of the sea, they touch its evil; while we drink at the fortune we have, they choke in the magic dream of a land they desired and whose borders they are protecting from the bottom as their bodies and hopes could have changed them in the tender ghostly spirit who think to be a part of the joy although they have never tasted it.

 

Da secoli, il mare ha sempre rappresentato l’apertura verso nuovi orizzonti, verso una vita nuova fatta di incontri, culture, conflitti da affrontare e risolvere; esso è stato sempre vicino al nostro immaginario con i suoi pericoli, i pirati, le creature misteriose, le tormente e le tempeste di mare, le onde e le balene, i naufragi e i naufraghi.

Il mare è stato sempre quell’opportunità che non conoscevamo,  quella il cui desiderio ha significato che eravamo ancora vivi e in ricerca di quelle avventure umane nelle quali, una volta approdati, ogni persona potesse divenire il faro verso cui indirzzare le proprie attese.

Il mare è stato sempre come i ponti sulla terra, sui quali il vuoto della terra o quello del mare ha sempre aggiunto qualcosa di magico al proprio viaggio. Ciò che contava di più non era la destinazione delle nostre attese, ma il viaggio in se stesso con le tante scoperte  che ciascuno poteva fare su se stesso e sugli altri.

Purtroppo, sebbene apparentemente sia la stessa visione, sufficientemente romantica, gli uomini hanno costruito nuove divisioni morali (che non sono etiche) tra quelli che sono degni di attraversare il mare e quelli che sono condannati a giacere nel suo fondo senza neanche che i loro nomi siano ricordati o, almeno, conosciuti.

Il mare che navighiamo oggi è parte di un progetto differente e di una destinazione diversa a secondo del lato del mare di cui si sia parte.  

Dal lato giusto, puoi viaggiare la tua crociera con tutti i comfort e anche di più, con la possibilità di divertirti durante il viaggio e di sognare a occhi aperti le storie dei pirati che hai letto da bambino. 

Dal lato sbagliato, invece, il tuo viaggio è tutto fuorché confortevole, non puoi divertirti nel viaggio poiché non ricordi più che cosa sia la gioia, cerchi di sognare a occhi aperti della terra che poteva liberarti e delle persone che ti avrebbero accolto, ma lo fai mentre sei prigioniero di quei violenti pirati che forse ti condanneranno a morte certa.

Infine, è facial capire quale parte del mare non vogliamo navigare, è quella che stanno navigando gli altri spinti dalla loro disperazione mentre noi siamo infastiditi dalla loro presenza che potrebbe ricordarci della responsabilità del nostro silenzio e dell’indifferenza verso i loro sogni.

Mentre ci godiamo la bellezza del mare, loro ne toccano il male; mentre brindiamo alla fortuna che abbiamo, loro soffocano nel sogno magico di una terra cui ambivano e i cui confini ora proteggono dal fondo del mare poiché i loro corpi e le loro speranze potrebbero averli trasformati nel tenero ma spettrale fantasma che crede di essere parte della nostra gioia senza averla mai gustata.

 

 

 

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