Mother and Son

In honor of a child and his mother hugging each other at the bottom of the sea.

 

«Mum, I cannot sleep».

«Be quiet son, it’s time to rest».

«Mum, when will we arrive?»

«Soon, we’ll arrive soon»

«Mum, there will be children to play with?»

«Of course there will! They will play with you while you will teach them your songs and your dances»

«Mum, will they like me, however I’m black and poor?»

«They’ll do son, they’ll do»

«Mum, is dad waiting for us there?»

«I don’t know, but if he can he will come to us»

«Mum, why hasn’t dad phoned us since he left?»

«I don’t know, darling, maybe he lost his mobile in the deep water, you see how deep it is»

«Yes I do»

«Rest now, my little baby»

«Mum, can you sing me my lullaby»

«Of course I can, I’ll whisper it to your ears, come closer to me…Thula thula thula sana thula mtana Thulu mam’ uzobuya ekuseni…» 

«Mum, what’s happened? Why did you stop singing? What is all this water? Where are all those people on the ship?»

«We’ve arrived son, don’t be afraid»

«Mum, I cannot breath, where is the land?»

«There is no land for us, son»

«Why mum? And my friends, my games, my songs? Where are they going to wait for me?»

«In the marvelous land of your dreams, son»

«Mum, why don’t you sing anymore? Mum, I cannot rest if you don’t sing »

«Be quiet, son. I can see your father over there»

«Oh, dad! Mum, is he smiling? Is he happy to see us?»

«He is not smiling, he is crying for us because this is not the end he wanted for us too»

«The end, mum?»

«Yes, this is the end, son. The end»

Blood, tears, hopes, dreams, prayers, songs dances, stories, future, present, past, family, names, friends, faces, hands, bodies, eyes, thoughts, feelings, hair, mouths, ears, noses, smiles, lullabies… the whole and the more drowned forever.

What does remain?

The pain of the absence and the awareness of the uselessness of our tears flowing from eyes that always cry late, too late.

 

In onore di un bambino e di sua madre che si abbracciano in fondo al mare.

 

«Mamma, non riesco a dormire»

«Stai tranquillo figlio, è ora di dormire».

«Mamma, quando arriveremo?»

«Presto, arriveremo presto»

«Mamma, ci saranno bambini con cui giocare?»

«Certamente ci saranno! Giocheranno con te e tu gli insegnerai le tue canzoni e le tue danze»

«Mamma, gli piacerò, anche se sono nero e povero?»

«Lo faranno figlio, lo faranno»

«Mamma, papà ci sta aspettando là?»

«Non lo so, ma se potrà verrà»

«Mamma, perché papà non ci ha telefonato da quando è arrivato?»

«No lo so, caro, forse ha perso il cellulare nel mare profondo, vedi come è profondo»

«Sì, lo vedo»

«Riposa ora, bambino mio»

«Mamma, puoi cantarmi la mia ninna nanna?»

«Certo che posso, la sussurrerò al tuo orecchio, vieni più vicino a me…Thula thula thula sana thula mtana Thulu mam’ uzobuya ekuseni…» 

«Mamma, che cosa è successo? Perché hai smesso di cantare? Che cosa è tutta quest’acqua? Dove sono tutte le persone che erano sulla barca?»

«Siamo arrivati, figlio mio, non avere paura»

«Mamma, non riesco a respirare, dov’è la terra?»

«Non c’è terra per noi, figlio»

«Perché mamma? E i miei amici, i miei giochi, le mie canzoni? Dove mi aspetteranno?»

«Nella meravigliosa terra dei tuoi sogni, figlio»

«Mamma, perché non canti più? Mamma, non riesco a dormire se tu non canti »

«Stai tranquillo, figlio. Riesco a vedere tuo padre laggiù»

«Oh, papà! Mamma, sta sorridendo? È felice di vederci?»

«Non sta sorridendo, sta piangendo per noi perché non è questa la fine che voleva anche per noi»

«La fine, mamma?»

«Sì, questa è la fine, figlio. La fine»

Sangue, lacrime, speranze, sogni, preghiere, canzoni, danze, storie, futuro, presente, passato, famiglia, nomi, amici, volti, mani, corpi, occhi, pensieri, sentimenti, capelli, bocche, orecchie, nasi, sorrisi, ninna nanne… il tutto e il più annegato per sempre.

Che cosa resta?

Il dolore dell’assenza e la consapevolezza dell’inutilità delle nostre lacrime che scorrono da occhi che piangono sempre in ritardo, troppo in ritardo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3 pensieri su “Mother and Son

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