That Feeling of Being Crushed

I don’t know  you, but it is a long period since I have been begun to feel myself as crushed in these events which do not affect me directly, but that however do because I am a person, a common person, and I cannot pretend not to see what happens all around me.

I have not the time to be informed deeply about an issue and trying to realize what to do to fight against the common places and make my part to react to any kind of violence, that soon another event shows that violence never finds its end, on the contrary, it increases faster than my ability to understand.

I have not the time to oppose with all my energies to the new war breaking off determinedly to defeat the sense of safety every population needs to be grasped to, that a new fact seems to demonstrate that what people really want is violence.

That’s so stubborn and stupid, yet, so desperately true!

I feel crushed by this. I feel I cannot breath and that, although the distance between me and those countries or people is far enough, even when a violence is perpetrated in the apparent peace of a domestic shelter, yet, I perceive that hate and that pain here in my heart.

I cannot be indifferent, I am not able to feel as granted my peace when people everywhere have been deprived of the same opportunity. If we only could learn to feel how the others in pain feel, we would probably be less indifferent and granted.

I do not know what to do. I do not know how to be useful in such a deep and unlimited desperation. My writing and my voice are the only weapons I have and I fear they do not count so much to be useful to the cause of peace and respect.

Yet, I do not stop writing and speaking, I do not surrender to indifference, I do not stop telling how bad is to use violence to impose the power, I don’t give up hoping people could understand that we are not born to hate and that the hate we are producing is at risk to soil its seeds in a land which we are changing in waste.

While this violence is crushing me though at a distance, please, let’s try to wear others’ shoes and learn how useless and unbearable all this pain is.

 

Non so voi, ma è un lungo periodo da quando ho cominciato a sentirmi stritolata in questi eventi che non mi colpiscono direttamente, ma che comunque lo fanno, perché sono una persona, una persona comune, e non posso fare finta di non vedere tutto quello che mi accade intorno.

Non ho il tempo di informarmi a fondo su un argomento e cercare di capire che cosa fare per lottare contro i luoghi comuni e fare la mia parte per reagire a qualsiasi tipo di violenza, che subito un altro evento mostra che la violenza non ha mai fine, al contrario, essa si accresce più veloce della mia capacità di comprensione.

Non ho il tempo di oppormi con tutte le energie alla nuova guerra che è scoppiata determinatamente allo scopo di sconfiggere il senso di sicurezza cui ogni popolo ha bisogno di aggrapparsi, che un nuovo fatto sembra dimostrare che ciò che le persone vogliono davvero è la violenza.

Questo è così testardo e stupido, tuttavia, così disperatamente vero!

Mi sento stritolata da questo. Sento di non poter respirare e che, nonostante la distanza tra me e quei paesi o quelle persone sia sufficientemente grande, anche quando la violenza è perpetrata nell’apparente pace di un rifugio domestico, tuttavia, io percepisco quell’odio e quel dolore qui nel mio cuore.

Non posso essere indifferente, non sono capace di sentire garantita la mia pace quando persone da tutte le parti sono state private della stessa possibilità. Se soltanto potessimo imparare a sentirci come si sentono le persone che soffrono, ci sentiremmo forse meno indifferenti e garantiti.

Non so che cosa fare. Non so come rendermi utile in una situazione di disperazione così profonda e illimitata. La mia scrittura e la mia voce sono le uniche armi che ho e temo che non contino così tanto da essere utili alla causa della pace e del rispetto.

Tuttavia, non smetto di scrivere e di parlare, non mi arrendo all’indifferenza, non smetto di dire quanto sia male servirsi della violenza per imporre il potere, non smetto di sperare che le persone possano capire che non siamo nati per odiare e che l’odio che stimo producendo rischia di seminare i suoi semi in una terra che stiamo modificando in scarto.

Mentre questa violenza mi sta stritolando, sebbene a distanza, per favore, cerchiamo di metterci nei panni degli altri e impariamo quanto sia inutile e insopportabile tutto questo dolore.

 

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