Do We Really Long For Peace?

How can there be peace if peace don’t we build?

Peace is not the absence of conflicts, but the habit to afford the conflicts to resolve them without anyone should die for this. Life is a precious gift. Too precious to be abandoned in the hands of these criminals who use people and their sufferings to increase their power.

I listen to people who should govern the nations, or who wish to become their governors, using the people they should take care of as instruments of war or as weapons to blackmail other nations and countries. What is the meaning of this? What its direction and destination?

There are peoples who seem condemned to be attacked and used and exploited in order to increase the fame of their rulers. What kind of rulers are these? Who are they fighting for? What is the profit of seeing innocent people dying, cities destroyed, hopes betrayed?

There are not people superior to others because of their belonging to a power or to the other; there are only people made up of women, men, children who have the right to live and see their freedom preserved as to be serenely lead to grow in peace and fraternity.

I think of myself writing here and I cannot bear to think that each type I’m pressing on my keyboard is contemporary to a splinter that tears the body and the mind of someone who, under the bombs and fear, spends every moment of his life as if it were the last. While I, privileged, only write of them, they are dying.

Peace is not a word but an attitude. Peace is not a case but a choice. Peace is not a wish but a path to pave.

 

Come può esserci pace se pace non costruiamo?

Pace non è assenza di conflitti, ma l’attitudine ad affrontare i conflitti per risolverli senza che nessuno debba morire per questo. La vita è un dono prezioso. Troppo prezioso per essere abbandonato nelle mani di questi criminali che usano le persone e le loro sofferenze per accrescere il proprio potere.

Sento di persone che dovrebbero governare nazioni, o che desiderano diventarne i governanti, che usano le persone di cui dovrebbero avere cura come strumenti di guerra o come armi per ricattare altre nazioni o paesi. Che senso ha? Qual è la direzione e quale la destinazione di tutto questo?

Ci sono popoli che sembrano condannati a essere attaccati e usati e sfruttati allo scopo di ingigantire la fama dei loro governanti. Che tipo di governanti sono questi? Per chi stanno combattendo? Qual è il profitto di vedere persone innocenti morire, città distrutte, speranze tradite?

Non esistono persone superiori alle altre per la loro appartenenza a un potere o a un altro; ci sono solo persone fatte di donne, uomini, bambini che hanno il diritto di vivere e di vedere tutelata la propria libertà affinché possano essere indotti a crescere serenamente in pace e fraternità.

Penso a me stessa mentre scrivo qui e non riesco a sopportare di pensare che ogni lettera che io presso sulla mia tastiera sia contemporanea a una scheggia che lacera il corpo e la mente di qualcuno che, sotto le bombe e la paura, trascorre ogni momento della propria vita come se fosse l’ultimo. Mentre io, privilegiata, sono qui che semplicemente scrivo di loro, loro stanno morendo.

Pace non è una parola ma un atteggiamento. Pace non è un caso ma una scelta. Pace non è un desiderio, ma un sentiero da pavimentare.

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