There Is a Meaning in Writing

No, I cannot say whether or not my writings are successful, I do not care, because what, today, is successful in appearance, very often follows a line of clichés and repetitions that do not belong to me in any respect.

I am not interested in success, but in dialogue, in confrontation, in criticism, in reflection.

I get a little scared when I get superficial compliments that taste like appearing, not being. I like, of course, the approval, but I love the one that opens up insights and further reflections not the often sterile one that feeds those boundless egos that on the horizon see only themselves. I see and look for the other, always.

Sometimes, silence speaks more than many words, especially if  the last are full only of sweeteners and sdilinquite flattery.

Am I weird? I’m afraid so, I realize. Am I humbled? No, I don’t think so, I just think I’m real and honestly dignified.

 

No, non so dire se i miei scritti siano o meno di successo, non mi interessa, perché quello che, oggi, ha successo in apparenza, molto spesso segue una linea di luoghi comuni e ripetizioni che non mi appartengono sotto nessun aspetto.

Non sono interessata al successo, ma al dialogo, al confronto, alla critica, alla riflessione.

Un po’ mi spavento quando ricevo complimenti superficiali che hanno il sapore dell’apparire non dell’essere. Mi piace, ovvio, l’approvazione, ma amo quella che apre approfondimenti e ulteriori riflessioni non quella spesso sterile che nutre quegli ego smisurati che all’orizzonte vedono solo se stessi. Io vedo e cerco l’altro, sempre.

Talvolta, il silenzio parla più di tante parole, soprattutto se piene solo di edulcorate e sdilinquite adulazioni.

Sono strana? Temo di sì, mi rendo conto. Sono umile? No, non penso proprio, penso solo di essere vera e onestamente dignitosa.