Heroes

More than ever I think about heroes. It is probably because many tend to pretend to be heroes in others’ lives, while they are not even the determiners of their own life, or probably because I think that the heroes who show off their courage are not the heroes of my life or those who I suppose could be named heroes.

When I was a child Spiderman was my favorite superhero, yet he was not the hero of my life. I could already distinguish reality from dreams because, you know, though many say that children have to dream, it often happens that those who proclaim this are also the same who destroy your dreams. However it is, I knew the difference.

I knew I could play with my brother’s Spiderman inventing those stories that not even the comics my brother read could imagine, but I also knew that I had to do this without he saw me playing with his toys. I felt to be a hero more than the same Spiderman, because the consequences if I had been discovered were much harder than a simple or solemn scream on my mother’s side.

Whatever it is, I learnt that the real heroes are not those famous both in fiction and newspapers or magazines as soon as possible. These figures where those everyone spoke about, everyone knew, everyone felt to be unreachable, and, though many of them could be a source of inspiration, nobody could be completely embodied because their fame is made up of a fame and a notoriety very difficult to be conquered.

As a consequence of the clear evidence I was not interested in that sort of fame which, while I grew, became at my mind more and more ostentation than real being heroes, I moved my interest to the common people. Yes, to the common people. I had noticed that the famous ones were looking for fame and notoriety for themselves, they wanted to be seen and the lessons they gave were not the lesson I had learnt from the humble but brave Spiderman.

Common people, instead, are better. Many of them fight in silence and also when they do exemplary actions, they don’t want to be appealed hero, they wish to remain the people they are.

Well, these are my heroes, those whom I inspire to make the best choices but also the least individualistic ones. These are my daily heroes, those I can entrust of my esteem with the certainty none of them will never betray the expectations.

 

Più che mai penso agli eroi. Forse è perché molti tendono a fingersi eroi nella vita degli altri, mentre non riescono neanche a determinare la propria vita, o forse perché penso che gli eroi che ostentano il coraggio non sono gli eroi della mia vita o quelli che io credo possano essere chiamati eroi.

Quando ero piccola, Spiderman era il mio supereroe preferito, tuttavia non era l’eroe della mia vita. Potevo già distinguere la realtà dai sogni perché, si sa, sebbene molti dicano che i bambini debbano sognare, accade spesso che quelli che lo proclamano siano gli stessi che distruggono i tuoi sogni. Comunque sia, io conoscevo la differenza.

Sapevo di poter giocare con lo Spiderman di mio fratello inventando quelle storie che neanche i fumetti che leggeva mio fratello potevano immaginare, ma sapevo anche di poterlo fare senza che mio fratello si accorgesse che giocavo con i suoi giocattoli. Sentivo di essere un’eroina più dello stesso Spiderman, perché le conseguenze se fossi stata scoperta erano più dure di una semplice o solenne sgridata di mia madre.

Sia come sia,  imparai subito che i veri eroi non sono quelli famosi nelle fiction o sui giornali e le riviste. Questi personaggi sono quelli di cui parlano tutti, che tutti conoscono, che tutti sentono come irraggiungibili, e che, sebbene molti di essi possano essere fonte di ispirazione, nessuno li può incarnare completamente, poiché la loro fama è fatta di una fama e di una notorietà che è molto difficile da conquistare.

Come conseguenza del fatto che io non fossi interessata a quel tipo di fama che, mentre crescevo, diventava ai miei occhi sempre più ostentazione che vero essere eroici, spostai il mio interesse sulle persone comuni. Sì, le persone comuni. Avevo notato che quelle famose cercavano la fama e la notorietà per se stesse, che volevano essere viste e che le lezioni che impartivano non erano la lezione che avevo imparato dal coraggioso ma semplice Spiderman.

Le persone comuni, invece, sono migliori. Molte di loro combattono in silenzio e anche quando compiono azioni esemplari non vogliono essere appellate come eroi, desiderano restare le persone che sono.

Ebbene, sono queste persone i miei eroi, quelle cui mi ispiro per fare le scelte migliori, ma anche le meno individualiste. Questi sono i miei eroi del quotidiano, quelli cui posso affidare la mia stima con la certezza che nessuno di loro potrà mai tradire le attese.

 

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