Precious Dreams

Too often people forget how precious their dreams are. I don’t speak about the dreams of richness or those that make of us astonished prisoners of a life which is more simular to a machine where we are nothing but gears.

These are not dreams, but the forgotten and metamorphosis subjected shadows of the dreams we dreamt open-eye once. Pay attention, I don’t mean that money is not important, unlucky it is and often it makes the difference; I don’t mean that ambition is a mistake, unless it weighs on other’s shoulders.

What I say is that no richness, inherited or acquired, no ambition, great or small, is enough for me to substitute the sane and precious dreams I had and still nurture.

These dreams are made up of the courage to dream what today seems undreamable, that is living together an honest and peaceful life where no difference, no contrast or conflict could be so insurmountable not to be overcome.

I don’t know, probably my heart disease in such a premature time has made me even more sensible than ever or, maybe, it has made me be attracted by the essential more than ever. Whatever it is,  what I see and denounce is an excess of self-reference which restricts the mind and the heart in a grip difficult to be loosed because each person puts itself at the centre of a world that, on the contrary, has not one unique centre but many and plural centers depending on the number of confrontation we are able to establish with the stories of the other and of the others.

This is the point, in my opinion. We have closed up our dreams to an imaginary that belongs to ourselves alone, everyone else has been closed out and their voices and dreams reduced to silence. The consequence of this is not the primacy we pretend to have, but the prison where we have dissolved everything and everybody without being aware to have destroyed first ourselves and the original dreams we surely had.

Dreaming to be at the centre of the world is not a dream but a nightmare, none should think to himself in such a condition and none should find himself in it. Let’s return to our original dreams and let’s taste how precious they are.

 

Troppo spesso le persone dimenticano quanto siano preziosi i loro sogni. Non parlo dei sogni di ricchezza o di quelli che ci rendono stupiti prigionieri di una vita che è più simile a un macchinario di cui noi non siamo che degli ingranaggi.

Questi non sono sogni, ma le ombre dimenticate e soggette a metamorfosi di quei sogni che una volta facevamo a occhi aperti. Attenzione, non sto dicendo che il denaro non sia importante, sfortunatamente lo è e spesso fa la differenza; non sto dicendo che l’ambizione sia un errore, a meno che essa gravi sulle spalle degli altri.

Ciò che dico è che nessuna ricchezza, ereditata o guadagnata, nessuna ambizione, grande o piccola, è per me abbastanza grande da sostituire i sani e preziosi sogni che ancora faccio e che ancora nutro.

Questi sogni sono fatti del coraggio di sognare ciò che oggi sembra insognabile, cioè vivere insieme una vita onesta e pacifica nella quale nessuna differenza, nessun contrasto, nessun conflitto possa essere così insormontabile da non essere superato.

Non so, forse i miei problemi al cuore in età così prematura mi hanno reso ancora più sensibile o, forse, mi hanno resa più che mai attratta dalle cose essenziali. Comunque sia,  ciò che io vedo e denuncio è un eccesso di auto-referenzialità che restringe la mente e il cuore in una morsa difficile da essere sciolta poiché ogni persona mette se stessa al centro di un mondo che, al contrario,  non ha un unico centro ma molti e plurali centri a secondo del numero di confronti che siamo capaci di stabilire con le storie dell’altro e degli altri.

Questo è il punto, secondo me. Abbiamo rinchiuso i nostri sogni in un immaginario che apparitiene a noi stessi soltanto, tutti gli altri sono stati chiusi fuori e le loro voci e i sogni ridotti al silenzio.  La conseguenza di ciò non è la supremazia che fingiamo di avere, ma la prigione in cui abbiamo dissolto tutto e tutti senza essere consapevoli di aver distrutto prima noi stessi e quei sogni originari che certamente avevamo.

Sognare di essere al centro del mondo non è un sogno ma un incubo, nessuno dovrebbe pensare a se stesso in un tale condizione e nessuno dovrebbe trovarvisi. Ritorniamo ai nostri sogni originari e assaporiamo quando preziosi siano.

 

 

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