Courage vs Nihilism

Our age is an age that seems to have a main and internal fight to develop: courage vs nihilism.

It is a very difficult dispute to resolve, but it is important to find a way to overcome the increasing nihilism which surrounds us starting from the core of our thought; doing this means to give us an opportunity not simply to survive, but to live giving a new direction to our life; doing this means also to find out the courage for doing it, which means the courage to abandon the habit of resignation, complain and failure that are digging our tomb.

It seems to me that we live without giving ourselves a choice in the middle between courage and nihilism and the most of the time we renounce to choose the courage because it implies a more sacrificing attitude towards  what we are induced to believe a MUST, that is the egoism that answers exclusively to our own needs as everything else could disappear or become invisible according to our own interests and to their favor.

It seems to me as we were divided into two parts: on one side there are those who play to destroy everything, every ambition, every possibility to grasp the occasion to build a new and multifaceted society; on the other side there are those who are determined to give every person a reason to live by opening themselves to dialogue, sharing, research for new common and reciprocal opportunities. In the middle there are those who just stand to observe.

The first are voted to nihilism, the second to courage. The first want to destroy, the second want to build. The first sum up their defeats in order to confirm their discontent and to resign to an eternal defeat, the second are willing to use the defeats in order to understand what is necessary to change to improve the best for everybody. Those in the middle wait to understand where to tie their cart.

It is not easy to cope with people who choose nihilism as their way to die before being dead; the solution is to fight this astonishing surrender to nothingness and try to look for that courage which is probably sleeping in the deep of ourselves and then fighting not to be prisoner of the visible emptiness we could be condemned to if we had not the courage to opposite its creeping and widespread dissatisfaction of being alive while behaving like dead.

It is a choice! We have to decide which painting we want to put in the frame of life.

 

La nostra epoca è un’epoca in cui sembra che ci sia una importante e sottile lotta da sviluppare: quella del coraggio contro il nichilismo.

È una disputa difficile da risolvere, ma è importante trovare un modo per vincere il crescente nichilismo che ci circonda a cominciare dal cuore dei nostri pensieri; farlo significa darci un’opportunità non semplicemente di sopravvivere, ma di vivere dando una diversa direzione alla nostra vita; farlo significa anche trovare il coraggio di farlo, il che significa trovare il coraggio  di abbandonare l’abitudine alla rassegnazione, al compianto e al fallimento che ci stanno scavando la tomba.

Mi sembra che viviamo senza darci la possibilità di una via di mezzo tra il coraggio e il nichilismo e la maggior parte delle volte rinunciamo a scegliere il coraggio perché questo implica un maggiore atteggiamento di sacrificio verso ciò che siamo indotti a credere un MUST, cioè quell’egoismo che risponde solo ai nostri propri bisogni come se tutto il resto potesse sparire o diventare invisibile secondo i nostri interessi o a loro favore.

Mi sembra come se fossimo divisi in due parti: da una parte ci sono quelli che giocano a distruggere tutto, ogni ambizione, ogni possibilità di afferrare l’occasione per costruire una società nuova e molteplice; dall’altra parte ci sono quelli che sono determinati a dare a ciascuna persona un motivo per  vivere aprendosi al dialogo, alla condivisione, alla ricerca di opportunità comuni e reciproche. Nel mezzo ci sono quelli che restano a guardare.

I primi sono votati al nichilismo, i secondi al coraggio. I primi vogliono distruggere, i secondi vogliono costruire. I primi sommano le proprie sconfitte per confermarsi del loro scontento e per rassegnarsi a un’eterna sconfitta, i secondi desiderano usare le sconfitte per comprendere che cosa sia necessario cambiare allo scopo di incrementare il meglio per tutti. Quelli che stanno in mezzo cercano di capire dove legare il proprio carro.

Non è facile avere a che fare con le persone che scelgono il nichilismo come il loro modo di morire prima che siano morti; la soluzione è lottare contro questa stupefacente resa al nulla e provare a cercare quel coraggio che è probabilmente dormiente nel profondo di noi stessi e poi lottare per non restare prigionieri del vuoto visibile cui potremmo essere condannati se non avessimo il coraggio di opporci alla sua strisciante ed estesa insoddisfazione di essere vivi mentre ci comportiamo come se fossimo morti.

È una scelta! Dobbiamo decidere quale quadro mettere nella cornice della vita.

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